La violenza torna a colpire le corsie del Pronto Soccorso, riaccendendo i riflettori sull’urgenza di garantire la sicurezza di chi lavora in prima linea. Nel pomeriggio di domenica 19 maggio, l’ospedale Maggiore è stato teatro dell’ennesima aggressione, culminata con il ferimento di un addetto alla vigilanza.
Il salvataggio dei sanitari e l’aggressione
L’episodio si è consumato nell’area del triage. Secondo le ricostruzioni, un soggetto in attesa ha improvvisamente dato in escandescenze, scagliandosi contro gli operatori sanitari in servizio. A evitare il peggio per medici e infermieri è stato il tempestivo intervento della guardia giurata, che si è frapposta per gestire la situazione e contenere l’aggressore.
L’azione ha permesso di mettere al sicuro il personale medico, che non è rimasto coinvolto fisicamente proprio grazie allo scudo offerto dalla vigilanza, ma ha avuto un prezzo. La guardia giurata è infatti rimasta ferita durante la colluttazione ed è dovuta ricorrere alle cure mediche della struttura.
La protesta sulle dotazioni: «Mancano i guanti antitaglio»
Il grave episodio ha innescato una dura presa di posizione in merito alle condizioni operative degli addetti alla sicurezza. Sotto la lente d’ingrandimento finisce la società Allsystem, che ha in appalto il servizio di vigilanza dell’ospedale. Viene denunciata apertamente la mancanza di un equipaggiamento idoneo a ridurre i rischi quotidiani a cui le guardie sono esposte, a cominciare dall’assenza di guanti antitaglio.
I solleciti inviati alla società appaltatrice nei giorni scorsi, e le richieste avanzate fin dall’inizio del mandato, non hanno ancora prodotto risposte chiare e tempistiche certe. L’auspicio, dopo quest’ultimo fatto di sangue, è che vengano fornite le necessarie dotazioni senza ulteriori ritardi.
Il nodo del presidio fisso e le richieste all’azienda
Oltre al richiamo rivolto al datore di lavoro, l’appello coinvolge direttamente l’ospedale in qualità di committente. Viene richiesto che i vertici del Maggiore si attivino non solo per far sì che i propri appaltatori dotino il personale di tutto l’occorrente per operare in sicurezza, ma soprattutto per affrontare il problema alla radice.
Di fronte a un’escalation di episodi critici che viene definita “non più tollerabile”, la richiesta principale resta l’istituzione immediata di un presidio fisso delle Forze dell’Ordine attivo ventiquattr’ore su ventiquattro. Le guardie giurate rappresentano un fondamentale presidio a tutela di tutti, ma la cronaca di queste ore dimostra, ancora una volta, che per proteggere gli altri devono prima essere messe nelle condizioni di operare in totale sicurezza.









