Il prato del Piola “dimenticato” da due anni: Alleanza Novarese interroga la giunta sui rifiuti speciali

Un “tappeto” di polemiche, e non solo in senso figurato. L’attenzione politica a Novara si è spostata sulle pertinenze dello stadio “Silvio Piola”, dove da oltre due anni giacciono accatastati i pesanti rotoli del vecchio manto in erba sintetica. A sollevare il caso, portandolo ufficialmente sui banchi del consiglio comunale con un’interrogazione a risposta orale e scritta depositata oggi, 17 aprile, è il gruppo consiliare Alleanza Novarese, su spinta di Maurizio Nieli.

Il nodo ambientale: da tre mesi a due anni di attesa

Il cuore del problema sollevato dall’interrogazione non riguarda solo il decoro dell’area adiacente allo stadio, ma il rigoroso rispetto delle normative ambientali. Come sottolineato nel documento «il prato sintetico rimosso nel corso del 2023 costituisce a tutti gli effetti un “rifiuto speciale”, e come tale è strettamente soggetto alla disciplina del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006)».

Per questa specifica categoria di materiali, la legge parla chiaro: per quantitativi superiori ai 30 metri cubi – un limite che viene ovviamente e ampiamente superato dalle dimensioni di un intero campo da calcio – è previsto un limite massimo di 3 mesi per il deposito temporaneo. Il superamento di questa precisa finestra temporale, fa notare Nieli nell’atto, «integra una gestione illecita di rifiuti».

Le domande al sindaco e all’assessore allo Sport

Di fronte a questi rotoli ingombranti che stazionano nei pressi del Piola da ben oltre il tempo limite consentito, l’esponente di Alleanza Novarese ha deciso di chiamare in causa direttamente il sindaco e l’assessore allo Sport competente per materia.

Nieli chiede innanzitutto che vengano chiarite pubblicamente le ragioni per le quali «il materiale rimosso non sia ancora stato smaltito nonostante siano trascorsi oltre 2 anni». In secondo luogo, l’interrogazione mira a scoprire se l’assessore sia effettivamente a conoscenza di questo enorme accatastamento e se l’amministrazione «abbia effettuato verifiche o sopralluoghi al fine di garantire la corretta chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti speciali». Un nuovo capitolo che rischia di infiammare ulteriormente il dibattito sulla gestione delle infrastrutture sportive in città.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.