Un mese come il mare: mobile, imprevedibile, attraversato da onde diverse. È questa l’immagine scelta dal Circolo dei lettori di Novara per raccontare il programma di giugno, che al castello sforzesco intreccia letteratura, cinema, musica, giornalismo, mito e memoria. Un calendario fitto, costruito attorno all’idea del cambiamento: quello delle persone, delle società, delle culture, ma anche quello delle storie che continuano a interrogare il presente.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è l’arrivo a Novara di David Szalay, Booker Prize 2025, domenica 7 giugno alle 11 in Sala delle Mura. Lo scrittore presenterà Nella carne, pubblicato da Adelphi, in dialogo con Daniele Cassandro: un romanzo che attraversa quarant’anni di storia europea seguendo la vita di István, dall’Ungheria a Londra, dal crollo della Cortina di ferro alle guerre e alla pandemia.
Il cuore del mese sarà però la prima edizione di Questo non è un festival, in programma da venerdì 12 a domenica 14 giugno nel cortile del castello sforzesco. Tre giorni tra letteratura e cinema, musica e giornalismo per raccontare quei momenti in cui una scelta, un evento o un’idea separano un prima e un dopo. Il titolo scelto è “È tutta un’altra Storia”: una dichiarazione di intenti che mette insieme racconto e divulgazione, memoria collettiva ed esperienze individuali.
Il programma si apre venerdì 12 giugno con Serena Dandini, che dialogherà con Marina Pierri a partire da Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica. A seguire aperitivo musicale con dj set di Mr Barini e, in serata, The Lodger con soundtrack live di Paolo Spaccamonti e Gup Alcaro, introdotto da Roberto Gallaurese.
Sabato 13 giugno spazio a Vasco Brondi, con Una cosa spirituale, e a Niccolò Ammaniti, che presenterà Il custode in dialogo con Marco Peano. Dopo l’aperitivo musicale con Footloosing, la giornata si chiuderà con Paolo Nori e il suo racconto di Delitto e castigo di Dostoevskij. Domenica 14 giugno saranno protagonisti Mario Calabresi, Jacopo Veneziani, Beppe Severgnini e Samuel Romano, quest’ultimo con il dj set conclusivo.
Proseguono anche gli incontri collegati alla mostra Superheroes. Le origini del mito, allestita al Castello di Novara fino al 27 settembre. Giovedì 11 giugno Valeria Parrella terrà l’incontro Quasi come Dio, dedicato agli eroi del mondo latino e greco, figure intermedie tra umano e divino che nei secoli hanno alimentato l’immaginario dei supereroi. Mercoledì 24 giugno sarà invece Andrea Marcolongo a guidare il pubblico in Dagli dei agli eroi: il mito greco nell’epoca dei supereroi, un dialogo tra antichità e cultura pop, da Spider-Man a Thor.
Nel calendario di giugno trova spazio anche il ciclo Antonelli in grande, curato da Marco Scardigli, dedicato alla figura di Alessandro Antonelli e al suo rapporto con Novara. Si parte martedì 9 giugno con Antonelli “chi”, per proseguire martedì 16 giugno con Marco Bozzola e Franco Bordino e martedì 23 giugno con un incontro sulle ragioni profonde delle scelte architettoniche antonelliane.
Dal 19 al 21 giugno, invece, il Circolo propone Cento Marilyn, in collaborazione con ELLA aps: tre giorni per rileggere Marilyn Monroe oltre l’icona pop. Si comincia con Fabrizio Coppola e Blonde di Joyce Carol Oates, poi Elisabetta Rossari ed Elena Malquati affronteranno il tema dell’immagine pubblica e dei bias cognitivi, Roberto Gallaurese guiderà un viaggio cinematografico con A qualcuno piace bionda, mentre Ilaria Gaspari chiuderà il ciclo con Marilyn, la leggenda e la sfinge.
Il programma si apre giovedì 4 giugno con Giovanni Signorino e La vittoria dei vinti, seguito in serata da Mauro Pescio con Operazione massacro, a partire dal libro di Rodolfo Walsh. Nei giorni successivi sono previsti, tra gli altri, Andrea Martina con Questo posto mi sta respingendo, Andrea Santangelo con Storie di comando, Luca Lattuga con Alfabeti modernisti italiani, Carlo Bordone con Jazz di Toni Morrison, Luigi Maruzzi con A bocca chiusa e Francesco Occhetta e Davide Maggi con Il filo nascosto, insieme a Matteo Spicuglia, Ferruccio de Bortoli e Mariella Enoc.
Chiuderà il mese, lunedì 29 giugno, Letizia Moratti con L’importanza di credere nei sogni, autobiografia in cui si intrecciano famiglia, fede, carriera pubblica, incarichi istituzionali e relazioni internazionali.
Un programma che si muove tra generi e linguaggi diversi, proprio come le onde richiamate dal Circolo: avanti e indietro, tra passato e presente, mito e cronaca, letteratura e vita pubblica. Perché capire quando tutto cambia è forse uno dei modi più concreti per provare a capire il tempo in cui viviamo.








