Per papa Prevost più che di transumanesimo, cioè del tentativo di superare l’umanità realizzando un uomo artificiale, quasi un cyborg come quelli che descriveva la fantascienza e ci siamo arrivati, abbiamo bisogno semplicemente di umanesimo. L’uomo è grande nonostante i suoi limiti d forse soprattutto nei suoi limiti quando gli permettono di scoprire la solidarietà, l’empatia, l’umiltà, il coraggio e la forza morale.
Questo è il cuore della prima Enciclica di papa Prevost: Magnifica Humanitas, che più che mettere in guardia dai pericoli dell’ Intelligenza Artificiale, pure divoratrice di energia e con un forte impatto sull’ambiente , ha fede che l’uomo possa trarne tutto il vantaggio possibile da questa nuova grande rivoluzione tecnologica e quindi sociale.
Un’umanità che però sappia guidare le trasformazioni, le consideri affidate alla sua libertà, creatività, generosità e capacità di condividerle e non solo un nuovo mezzo per soddisfare la volontà di potenza e ricchezza di pochi.
Senza condividere, senza amore, non c’è vero progresso ma solo armi più efficaci e che ci allontanano dal senso di colpa di essere uomini che colpiscono altri uomini, spesso bambini e persone fragili, nascondendo le nostre responsabilità dietro le macchine.
All’inizio di questo millennio la causa dell’ Uomo, di un umanesimo in cui la ragione non sia solo una tecnica di potere ma la pienezza dell’ umanità sembra presa in mano da chi per ruolo ed ideali dovrebbe credere soprattutto in Dio, in Dio ci crede ma è un Dio che si fece Uomo e lo é per sempre.








