«Ci prendeva a schiaffi e spintoni», marito e padre condannato a 3 anni e mezzo

Un marito e padre manesco. «Mio padre prendeva la mamma a schiaffi e spintoni. A volte la chiudeva fuori casa, ma lei tornava sempre, sia per paura, sia perché era innamorata. Alzava le mani su di me e mamma già quando ero piccola»: un clima di vessazioni e violenze fra le mura di casa quello raccontato da una quindicenne novarese alcuni anni fa con un’audizione protetta. Sulla base delle sue dichiarazioni, così come di quelle della madre, M.C., camionista novarese di 55 anni, è stato condannato a 3 anni e mezzo per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, con sentenza definitiva.

Contro di lui erano parti civili i famigliari, che hanno ottenuto un risarcimento dei danni. La difesa aveva puntato all’assoluzione, mettendo in evidenza che nel periodo dei fatti oggetto del processo l’imputato e la moglie non abitavano nemmeno assieme, che la figlia ha sempre dimostrato risentimento nel confronti del padre, e che comunque si sarebbe trattato di un paio di episodi di percosse a distanza di parecchi anni, senza il carattere della continuità nel tempo richiesta per i maltrattamenti. L’uomo ha già alle spalle una vecchia condanna a 2 anni e 7 mesi per fatti simili, risalente al 2010.

Al centro del nuovo giudizio una denuncia presentata nel marzo del 2019, quando l’uomo aveva alzato nuovamente le mani. Solo l’ultima di una serie di violenze che, secondo le vittime, andavano avanti da parecchi mesi: «Botte e discussioni erano una costante: c’erano schiaffi, pugni, calci. E ci prendeva per il collo alzandoci contro il muro», ha detto ancora una delle due vittime.

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