Amministrare non s’inventa: a Novara nasce la scuola per amministratori locali

C’è stato un tempo in cui la formazione della classe dirigente era delegata alle sezioni di partito, veri e propri bacini dove la politica si mescolava allo studio delle regole di funzionamento della pubblica amministrazione. Oggi, con l’evaporazione dei vecchi schemi e l’aumento esponenziale della complessità burocratica, la buona volontà e i consensi elettorali non bastano più. Per sedersi sui banchi di un consiglio comunale e non rischiare di paralizzare l’ente, o peggio di causare danni alla comunità, servono competenze tecniche e normative solide. Da questa riflessione nasce il corso di formazione per amministratori locali promosso a Novara dalla sinergia tra Comune, Provincia e Università del Piemonte Orientale.

La consapevolezza del ruolo e la fine dell’improvvisazione 

L’iniziativa si rivolge non solo al migliaio di amministratori attualmente in carica sul territorio, ma è aperta a qualsiasi cittadino desideri cimentarsi in futuro con la gestione della cosa pubblica. Il direttore del dipartimento di giurisprudenza dell’UPO, Massimo Cavino, ha inquadrato il progetto come «un perimetro essenziale per costruire consapevolezza. Se è vero che il mestiere di amministrare si impara facendolo, è altrettanto cruciale fornire le coordinate giuste affinché le azioni quotidiane siano calate nel corretto contesto normativo».

Sulla stessa linea il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, che ha sottolineato come «la figura dell’amministratore sia un mix delicato tra visione politica e profonda conoscenza della macchina comunale. Un aspetto, quest’ultimo, troppo spesso sottovalutato da chi si avvicina alle istituzioni». La volontà dell’esecutivo, ribadita anche dall’assessore con delega alla Legalità Rocco Zoccali, è proprio quella di «innalzare il livello generale, colmando un vuoto formativo».

Il programma del primo modulo: dalla Costituzione ai bilanci 

Il primo modulo del percorso, intitolato “La centralità dell’ente locale nel governo della comunità“, è strutturato in quattro appuntamenti pomeridiani (dalle 17.30 alle 19.00) che intrecciano diritto, comunicazione e finanza.

Il via è fissato per il 17 aprile all’auditorium Cattaneo dell’UPO, dove il professor Massimo Cavino affronterà il tema del comune nella Costituzione Italiana e i fondamenti del Testo Unico delle Autonomie locali. l’8 maggio, sempre negli spazi dell’università, saliranno in cattedra l’ex segretario generale Giacomo Rossi e il presidente della provincia Marco Caccia per sviscerare i ruoli pratici di giunta, consiglio e le funzioni provinciali ridisegnate dalla legge Del Rio.

Il 22 maggio l’aula si sposterà al Castello di Novara. In questa occasione, Giacomo Rossi tornerà a parlare di sussidiarietà e provvedimenti amministrativi, affiancato dal giornalista Gianfranco Quaglia, il cui compito sarà spiegare come tradurre e comunicare ai cittadini la complessa grammatica del palazzo. La chiusura del primo blocco è in calendario per il 12 giugno, sempre al Castello: spetterà al sindaco Alessandro Canelli (nella sua veste di presidente Ifel) e al direttore generale Roberto Moriondo affrontare forse lo scoglio più duro per ogni nuovo eletto, ovvero il ciclo della programmazione, il bilancio dell’ente e la sostenibilità reale degli investimenti.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.