Caso Delmastro, l’addio di Chiorino e la «leggerezza» di Cirio. Fdi furiosi, Lega silenziosa

Un’atmosfera dai toni insolitamente grevi e dimessi. La conferenza stampa convocata questa mattina dal centro destra in Regione (tutta la giunta e i consiglieri di maggioranza) per spiegare le dimissioni della vicepresidente Elena Chiorino di ieri ha restituito l’immagine di una coalizione costretta a serrare i ranghi di fronte a un colpo inaspettato. Più che la celebrazione di uno scatto di etica istituzionale, l’incontro con i giornalisti in Consiglio regionale è servito a misurare la temperatura interna alla maggioranza, tra tentativi di minimizzazione, difese d’ufficio e distinguo.

Cirio e l’insistenza sulla “grave leggerezza”

A dettare la linea ufficiale è stato il governatore Alberto Cirio. Il presidente ha voluto inquadrare le dimissioni come un gesto di responsabilità e rispetto verso la «bandiera del Piemonte», ringraziando l’esponente biellese per «il lavoro svolto in sette anni su dossier complessi come le crisi aziendali e il welfare». Eppure, nel tentativo di circoscrivere il danno d’immagine, Cirio ha continuato a utilizzare un lessico che stride con la gravità delle cronache nazionali.

Il governatore ha infatti ribadito che si tratta di «una vicenda che attiene esclusivamente alla sfera privata dell’ex assessora», insistendo nel definirla una «leggerezza», seppur corretta dall’aggettivo «grave». Un’ostinazione semantica che solleva più di un interrogativo, considerando che si parla di inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia sulla criminalità organizzata del clan Senese e i presunti legami con l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Interpellato direttamente sui dettagli emersi dalla stampa, Cirio ha mantenuto un profilo di distacco: «Non conosco la vicenda, l’ho appresa dai giornali. Ribadisco che nulla ha a che fare con i fatti del governo regionale, ma attiene alla sfera privata». Per ora, il presidente ha assunto le deleghe ad interim, annunciando un imminente confronto con Arianna Meloni e Giovanni Donzelli per quello che ha definito un semplice «aggiustamento», rifiutando categoricamente il termine rimpasto di giunta.

Il contrattacco di FdI e la strategia del benaltrismo

Se Cirio ha cercato di gettare acqua sul fuoco, i Fratelli d’Italia hanno scelto la strategia opposta. Il capogruppo Carlo Riva Vercellotti, anziché fornire chiarimenti nel merito della vicenda, ha imboccato la strada del contrattacco politico, assumendo toni vittimistici. Ha denunciato l’instaurazione di un «tribunale del popolo» e ha puntato il dito contro una sinistra definita «giustizialista, forcaiola e giacobina», colpevole a suo dire di aver scatenato una gogna mediatica senza precedenti.

La difesa dell’onorabilità di Chiorino e della sua presunzione di innocenza si è così trasformata in un lungo elenco di vicende altrui. Riva Vercellotti ha snocciolato i casi giudiziari e le polemiche che hanno coinvolto il centrosinistra negli ultimi anni. Un ricorso al benaltrismo che è parso a molti come un modo per deviare l’attenzione dalle contraddizioni interne al proprio partito. A dargli manforte è intervenuto anche l’assessore e da pochi giorni anche vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, che ha rivendicato le politiche della giunta sui beni confiscati alla mafia, definendo il passo indietro della collega «un gesto che non trova analogie e si pone su un livello superiore rispetto alla doppia morale della sinistra».

La Lega prende le distanze

A rendere ancora più complessa la fotografia della giornata sono state le reazioni degli alleati. Ha colpito, per la sua estrema freddezza, l’intervento del capogruppo della Lega, Fabrizio Ricca. In un momento in cui la coalizione cercava di mostrare compattezza, l’esponente del Carroccio si è limitato a leggere un telegrafico comunicato di tre righe: «Quella di Chiorino è una scelta maturata in Fratelli d’Italia, noi continuiamo il lavoro nell’interesse dei piemontesi», prendendo di fatto le distanze dalle logiche interne al partito di maggioranza relativa. Di segno opposto le parole di Paolo Ruzzola (Forza Italia), che ha espresso «un sincero ringraziamento a Chiorino per l’impegno straordinario svolto con competenza».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore