La grande macchina organizzativa dello sport universitario ha ufficialmente acceso i motori. Dal 22 al 31 maggio prossimi, il territorio del Piemonte Orientale ospiterà per la prima volta nella sua storia i campionati nazionali universitari. Un evento di proporzioni imponenti, guidato dal centro universitario sportivo Piemonte Orientale, che si prepara ad accogliere circa tremila atleti in una formula diffusa che abbraccerà sinergicamente le città di Novara, Vercelli e Alessandria.
Il vertice strategico a Novara e i sopralluoghi negli impianti
Il fischio d’inizio ideale di questa complessa avventura logistica è risuonato nella sede di via Perrone dove i vertici di FederCUSI, i presidenti e i delegati dei comitati regionali delle singole federazioni sportive si sono riuniti per presentare e affinare il piano organizzativo della manifestazione. Lo staff federale e le commissioni di controllo hanno effettuato dei sopralluoghi per ispezionare direttamente gli spazi e gli impianti sportivi delle tre città capoluogo, con il delicato compito di certificarne l’idoneità per ospitare in totale sicurezza le numerose discipline in gara.
Il modello diffuso: un arricchimento per il territorio
L’imponenza della sfida organizzativa non spaventa i promotori, ma anzi rafforza la convinzione delle scelte fatte. Il presidente di FederCUSI, Antonio Dima, ha espresso profonda soddisfazione per «la qualità del lavoro preparatorio» sottolineando la «numerosa e vitale partecipazione di tutte le federazioni interessate fin dalle prime battute». La scelta di non concentrare l’evento in un unico polo, ma di dislocarlo su tre diverse città, è stata fortemente difesa e rivendicata dal presidente come un autentico valore aggiunto.
Secondo Dima, infatti, «avere tre sedi non rappresenta in alcun modo una dispersione di energie, bensì un arricchimento strutturale. Un modello già sperimentato con successo in passato, che permetterà alla dirompente energia degli studenti di farsi sentire in modo ancora più capillare, generando preziose occasioni di socializzazione, scambi di idee e, non da ultimo, un indotto economico e turistico estremamente positivo per tutte le comunità coinvolte nell’accoglienza».
L’eredità delle grandi manifestazioni e il ruolo del Cuspo
A fare gli onori di casa e a tracciare la rotta per i mesi a venire è stata Alice Cometti. La presidente del Cuspo non ha nascosto l’entusiasmo per «la grande partecipazione riscontrata nei primi incontri tecnici e per il solido affiancamento garantito dalla struttura nazionale di FederCUSI». L’obiettivo dichiarato del centro universitario sportivo è quello di non disperdere il patrimonio di competenze ed entusiasmo accumulato sul territorio negli ultimi anni.
«L’impegno per i campionati – ha ricordato Cometti – si inserisce infatti nel solco della continuità con l’attività sportiva regionale di alto livello e raccoglie idealmente il testimone dalle recenti Universiadi 2025, una kermesse che ha da poco portato un enorme lustro a tutto il Piemonte». I prossimi campionati nazionali universitari promettono quindi di superare i confini della pura vetrina agonistica, candidandosi a diventare un potente volano di sviluppo e integrazione per l’intero tessuto sociale e studentesco.







