Una serata dedicata al venticinquesimo anniversario del G8 di Genova. È questo il tema di “La fine di un’utopia”, incontro organizzato da SerMais in collaborazione con Cafè Novecento, Nòva e Fadabrav che si terrà giovedì 23 luglio alle ore 21 presso la falegnameria sociale Fadabrav, con ingresso libero.
Ospiti speciali della serata saranno lo storico Carlo Greppi e il podcaster (e conduttore del podcast di divulgazione storica Cafè Novecento) Francesco Berto, che offriranno visioni e prospettive diverse sugli eventi che sconvolsero Genova dal 19 al 22 luglio 2001 e, soprattutto, sullo spirito che animava migliaia di giovani, arrivati da tutto il mondo con un’idea diversa di futuro, soffocata sul nascere da quelle pagine di violenza.
Oggi resta da chiedersi cosa sia rimasto di quello spirito: è proprio questa la domanda al centro della serata, alla quale Greppi e Berto cercheranno di rispondere.
«Un quarto di secolo fa il G8 di Genova è stato un evento epocale sul piano della partecipazione – ha sottolineato Greppi – perché centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere un mondo più giusto, e sul piano della repressione, perché quell’evento ha segnato in profondità almeno una generazione. Per questo è importante continuare a parlarne».
Dello stesso parere anche il podcaster Francesco Berto: «Venticinque anni dalla morte di Carlo Giuliani, venticinque anni dal massacro della scuola Diaz, venticinque anni dalle torture della caserma di Bolzaneto, venticinque anni dai pestaggi indiscriminati per le strade di Genova. Ma sono passati venticinque anni anche da quando più di trecentomila persone decisero di andare nel capoluogo ligure per gridare a pieni polmoni che un altro mondo era possibile, un mondo in cui le sorti del pianeta non venissero decise da otto persone in un palazzo affrescato, ma in cui ognuno degli altri sei miliardi di individui avesse la sua dignità. Quell’ideale è stato distrutto dai manganelli dei poliziotti a Genova, oppure è rimasto?»







