Via libera quasi unanime al bilancio 2025 e alla distribuzione dei dividendi, mentre l’assemblea dei soci rinnova il consiglio di amministrazione e conferma Giuseppe Castagna alla guida del gruppo.
Si è chiusa con un’approvazione plebiscitaria l’assemblea ordinaria dei soci di Banco BPM, riunitasi il 16 aprile a Milano con la partecipazione di circa 20mila azionisti, rappresentativi del 74,45% del capitale. Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati con percentuali vicine all’unanimità.
Il dato centrale è quello economico: il gruppo ha chiuso il 2025 con un utile netto consolidato di 2,082 miliardi di euro, in crescita dell’8,4% rispetto all’anno precedente. Ancora più netta la conferma della politica di remunerazione degli azionisti: l’assemblea ha approvato un dividendo complessivo di 1 euro per azione, sommando l’acconto già distribuito a novembre (0,46 euro) al saldo di 0,54 euro.
Numeri solidi e qualità del credito in miglioramento
I risultati confermano una fase positiva per il gruppo bancario. La raccolta diretta ha raggiunto i 137,2 miliardi di euro (+3,9%), mentre quella indiretta si attesta a 286 miliardi. Sul fronte della qualità del credito si registra un netto miglioramento: i crediti deteriorati calano sia in valore assoluto sia in incidenza, scendendo all’1,2% sul totale netto.
Il costo del credito è diminuito del 14,1%, mentre il risultato della gestione operativa cresce del 5,5%. Indicatori che, insieme a un CET1 ratio al 13,6%, rafforzano il profilo patrimoniale della banca.
Nuovo consiglio, Tononi presidente
L’assemblea ha anche rinnovato il consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028. Alla presidenza è stato nominato Massimo Tononi, mentre il consiglio ha poi confermato Giuseppe Castagna come amministratore delegato, conferendogli le deleghe operative.
Nel board entrano, tra gli altri, Frédéric de Courtois, Giampiero Massolo, Domenico Siniscalco e Giovanna Zanotti. Non è stato invece eletto il candidato alla vicepresidenza indicato dal precedente consiglio, per effetto dei meccanismi legati all’equilibrio di genere: la nomina del vicepresidente sarà quindi effettuata successivamente dal nuovo Cda.
Remunerazioni e incentivi
Tra i punti approvati anche la politica di remunerazione e il piano di incentivi basato su azioni. L’assemblea ha autorizzato l’acquisto di azioni proprie fino a 7 milioni di euro per sostenere i piani di compenso variabile, che prevedono una quota significativa in equity per il personale più rilevante.
Definiti anche i compensi: 110mila euro annui per ciascun consigliere e fino a 190mila euro per il presidente del collegio sindacale.
Le parole dei vertici
Nel corso dell’assemblea, il presidente Tononi ha parlato di “un nuovo capitolo” per la banca, sottolineando il mix tra esperienza e nuove competenze nel consiglio. Castagna ha invece rivendicato i risultati raggiunti: oltre 2 miliardi di utile, 1,5 miliardi distribuiti agli azionisti e una crescita del titolo superiore al 200% negli ultimi tre anni.
Obiettivi che, ha ribadito l’amministratore delegato, poggiano su un modello di “banca di comunità”, radicata nei territori e orientata a famiglie e imprese, con lo sguardo ora rivolto al piano strategico al 2027.







