Chi era davvero Alessandro Antonelli? Il geniale architetto che ha regalato a Novara la sua immagine più iconica o il progettista che, con le sue scelte, ha cambiato per sempre il volto della città? A queste domande proverà a rispondere il ciclo di incontri “Antonelli in grande”, in programma a giugno al Circolo dei lettori di Novara e curato dallo storico e scrittore Marco Scardigli.
La rassegna propone un viaggio nella figura dell’architetto che più di ogni altro ha segnato la storia urbana novarese, esplorandone non solo le opere, ma anche il contesto storico, le idee e le motivazioni che hanno guidato il suo lavoro. Tre appuntamenti, tutti in programma alle 18 nella Sala delle Mura del Castello Visconteo Sforzesco di Novara, accompagneranno il pubblico alla scoperta di un personaggio ancora oggi capace di suscitare fascino e dibattito.
Si comincia martedì 9 giugno con “Antonelli CHI – Antonelli, la storia e il suo tempo”, un incontro dedicato alla vita dell’architetto e al suo rapporto con Novara. Dalle origini familiari alle grandi opere che ne hanno consacrato il nome, il percorso ripercorrerà la parabola di un uomo determinato a lasciare un segno destinato a durare nel tempo.
«Antonelli in grande perché Alessandro Antonelli aveva un po’ la fissazione delle dimensioni – racconta divertito Scardigli –. Non sarà solo parlare dell’architetto che ha pensato e costruito la Cupola, regalando a Novara il suo monumento simbolo. Non è nemmeno criticare il personaggio che ha abbattuto un duomo romanico, privando la città di un monumento che avrebbe potuto essere un altro simbolo della città».
Per Scardigli, parlare di Antonelli significa soprattutto comprendere come si sia formata la Novara moderna. «Con il suo prestigio, il suo carisma e la sua indubbia capacità tecnica, ha marchiato a fuoco Novara proprio nel momento in cui prendeva la forma che ancora oggi conosciamo. Parlare di lui significa entrare nella testa di un uomo di cui abbiamo pochissimi scritti, di cui si sa poco della vita e dei pensieri, ma che ha lasciato un’eredità pesantissima di edifici, disegni e idee».
Il secondo appuntamento, il 16 giugno, sarà dedicato all’architettura vera e propria. “Antonelli COME E COSA – Alessandro Antonelli tra concezione architettonica e capacità realizzativa” vedrà affiancare a Scardigli gli architetti Marco Bozzola e Franco Bordino. L’incontro offrirà una lettura a più voci delle opere che hanno trasformato il paesaggio urbano novarese, analizzando il rapporto tra architettura, città e territorio che Antonelli seppe costruire nel corso della sua attività.
La rassegna si concluderà il 23 giugno con “Antonelli PERCHÉ”, una conversazione dal taglio più narrativo nella quale Scardigli proverà a entrare idealmente nella mente dell’architetto. Un tentativo di comprendere le ragioni che lo portarono a scelte radicali, come la demolizione dell’antico duomo romanico, e l’ambizione che lo spinse a concepire opere straordinarie come la Cupola di San Gaudenzio, simbolo indiscusso della città.







