Un nuovo NonnoBus per la Casa di Giorno: più servizi e mobilità per gli anziani di Novara

Un anno di attività nella nuova sede che diventa simbolo di crescita, radicamento e capacità di rispondere ai bisogni della comunità. La Casa di Giorno per anziani “Don Aldo Mercoli” celebra il primo anniversario con numeri in aumento, nuovi servizi e soprattutto con un potenziamento decisivo della mobilità: l’arrivo di un nuovo NonnoBus che consentirà di raddoppiare la capacità di trasporto.

Il nuovo mezzo, inaugurato proprio in occasione della ricorrenza, è stato acquistato grazie al contributo della Fondazione Banca Popolare di Novara, Memc e Novasacar. Si tratta del quarto veicolo del parco mezzi della struttura, pensato in particolare per raggiungere anche le frazioni della provincia finora più difficili da servire, ampliando così l’accesso alle attività per un numero crescente di utenti.

Un investimento che si inserisce in un percorso già avviato: a gennaio 2026 era infatti entrato in servizio il NonnoBus 24, acquistato con il supporto della Fondazione Comunità Novarese e dell’organizzazione di volontariato interna. Con il nuovo NonnoBus 28100, il servizio compie un salto di qualità, portando ogni giorno “cultura, salute e sorrisi” anche oltre i confini della sede.

«Il rapporto con la Casa di Giorno Don Aldo Mercoli è storico – sottolinea il presidente della Fondazione Bpn, Franco Zanetta –. Da oltre vent’anni sosteniamo una realtà fondamentale per la qualità della vita delle persone anziane, soprattutto quelle più fragili. Anche questa volta abbiamo contribuito con convinzione all’acquisto di un mezzo indispensabile per le attività».

Sulla stessa linea anche Marco Sciamanna, presidente Memc, che sceglie una parola chiave per descrivere il valore dell’esperienza: «Curiosità. Restare curiosi significa restare giovani. Sostenere questa realtà è per noi un onore e un dovere sociale».

Per Novasacar, rappresentata da Angelo Santarella, la collaborazione è anche un segnale di radicamento sul territorio: «Siamo presenti a Novara da tre anni e vogliamo costruire relazioni durature con realtà significative come questa».

Accanto ai mezzi, cresce anche l’attenzione all’inclusione: grazie al contributo di Coccato per il Sociale sono stati acquistati dieci deambulatori pieghevoli, da utilizzare durante gli spostamenti per garantire sicurezza e partecipazione anche agli utenti con difficoltà motorie. «Un sostegno concreto al progetto di invecchiamento attivo», ha spiegato Fabiano Coccato.

Il primo anno nella nuova sede è stato segnato anche da un importante riconoscimento istituzionale: la Casa di Giorno ha ricevuto l’onorificenza “Benemeriti della Solidarietà” dalla Fondazione Comunità Novarese, premio alla “caparbietà e dedizione” dimostrate nel costruire una sede definitiva.

Numeri alla mano, la crescita è evidente: gli ospiti attivi sono passati da 35 a 52, con una lista d’attesa che porterà a circa 80 over 65 coinvolti dall’inizio del 2025. Fondamentale il contributo dei volontari, aumentati negli ultimi mesi e capaci di garantire 12.500 ore di servizio in un anno.

Non solo accoglienza quotidiana, ma anche nuovi servizi: dalla parrucchiera, attivata in collaborazione con la scuola Filos, alla cena take-away, fino a un’intensa attività sul territorio. In dodici mesi sono stati registrati 242 giorni di apertura, 137 uscite e oltre 30.000 chilometri percorsi in circa 10.000 corse.

«È stato un anno straordinario – commenta il presidente Luciano Chiesa –. Grazie al sostegno degli sponsor e al lavoro quotidiano, oggi possiamo abbattere i limiti geografici e garantire un accesso più ampio ai servizi. Vogliamo continuare a trasformare l’invecchiamento in una risorsa attiva per tutta la comunità».

Lo sguardo è già rivolto al futuro. La direttrice Valentina Piantanida annuncia nuove sfide, a partire dal lancio del sito web e da progetti per ampliare ulteriormente l’accesso, anche per le persone con fragilità economiche: «La socialità deve essere un diritto per tutti. La Casa di Giorno vuole restare un presidio di umanità, dove l’esperienza degli anziani diventa memoria e crescita collettiva».

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata