Lavoravano al riparo da tasse e controlli, senza alcun titolo autorizzatorio e in totale spregio delle regole di mercato. Un giro d’affari illecito che è stato però interrotto dal costante monitoraggio della Polizia di Stato, impegnata a vigilare sulla regolarità delle attività commerciali nel settore automobilistico e a garantire la sicurezza degli automobilisti e tutelare la leale concorrenza per chi opera nel rispetto della legge.
Nelle ultime settimane, la polizia giudiziaria della Polizia Stradale di Novara ha messo a segno una serie di controlli mirati in tutta la provincia, portando alla luce gravi irregolarità amministrative e mettendo i sigilli a ben tre esercizi abusivi.
Carrozzeria irregolare a San Pietro Mosezzo
Il primo intervento ha riguardato San Pietro Mosezzo, dove gli agenti hanno scoperto un’attività di carrozzeria che operava in totale assenza di qualsivoglia autorizzazione. Per il titolare è scattata immediatamente una maxi sanzione amministrativa di 5.000 euro. Inoltre, i poliziotti hanno proceduto al sequestro amministrativo di tutte le attrezzature utilizzate per le riparazioni illecite, inclusi i materiali di consumo e il grande forno di verniciatura.
Sigilli a Trecate: officina “nascosta” nella rivendita
Il secondo blitz ha avuto come teatro la città di Trecate. Qui, la Polizia Stradale ha sottoposto a sequestro un’intera officina meccanica che era stata annessa, senza alcun permesso, a una rivendita di automobili. Anche in questo caso, l’attività è risultata completamente sprovvista delle necessarie autorizzazioni per operare. I locali sono stati sigillati e al responsabile è stata comminata una multa di 5.000 euro.
Riparazioni moto a Castelletto scoperte sul web
Il terzo caso dimostra come i controlli delle forze dell’ordine si estendano ormai anche al mondo virtuale. Dal monitoraggio costante di specifici siti web e annunci online, gli investigatori sono riusciti a individuare un’officina meccanica specializzata nella riparazione di motocicli a Castelletto Sopra Ticino. Al momento del blitz, l’attività si è rivelata anch’essa completamente abusiva: tutta l’attrezzatura presente è stata posta sotto sequestro amministrativo e, come per i colleghi irregolari, il responsabile ha dovuto fare i conti con una sanzione di 5.000 euro.







