Prelevare un po’ di contante per la spesa quotidiana, per le piccole commissioni o per pagare un caffè è diventato un vero e proprio miraggio. A Sozzago, l’unico bancomat dell’ufficio postale locale ha smesso di erogare denaro dallo scorso 12 novembre 2025. Da quel giorno, lo sportello automatico è di fatto un “fantasma” tecnologico: acceso, ma totalmente incapace di fornire il servizio per cui è stato installato. Una situazione che ha spinto il sindaco Agostino Antonini a denunciare pubblicamente il grave disservizio.
Il muro di gomma di Poste Italiane
A rendere la vicenda ancora più frustrante per l’amministrazione comunale e per i cittadini è il totale silenzio istituzionale. Il primo cittadino, infatti, ha tentato ripetutamente di interloquire con Poste Italiane per segnalare il guasto prolungato e sollecitare un intervento tecnico risolutivo. «I tentativi di dialogo si sono scontrati con un muro di gomma. Dall’azienda non è giunta alcuna risposta ufficiale, nessuna spiegazione sui motivi del blocco e, soprattutto, nessuna tempistica chiara sull’eventuale ripristino dello sportello. Nel frattempo, i mesi passano e la situazione resta paralizzata».
Disagi pesanti per le fasce fragili
Il prolungato disservizio – che taglia il traguardo dei cinque mesi – sta creando disagi enormi a tutta la comunità, colpendo in modo particolare le fasce più fragili e meno digitalizzate della popolazione. «Per gli anziani, spesso meno avvezzi all’uso esclusivo delle carte di pagamento e sprovvisti di mezzi propri per spostarsi agevolmente a Trecate, Cerano o Novara, la chiusura dello sportello automatico rappresenta un ostacolo enorme per l’indipendenza quotidiana. Essere costretti a chiedere un passaggio a parenti o vicini di casa solo per poter disporre del proprio denaro è una penalizzazione che un piccolo Comune non può tollerare».
L’appello: «Ripristinare un servizio essenziale»
La lettera-denuncia del sindaco suona come un appello estremo per sbloccare l’impasse. L’amministrazione comunale chiede a Poste Italiane di uscire dal silenzio, assumersi le proprie responsabilità verso l’utenza e ripristinare con urgenza l’erogazione di contanti. «Sozzago, come tanti altri piccoli centri della provincia, rivendica il diritto di non essere considerato un territorio di serie B, abbandonato all’inerzia burocratica e privato dei servizi di base più essenziali».







