Arresti domiciliari a Galliate in attesa del processo. E’ la misura cautelare disposta dal gip di Busto Arsizio per l’operaio 35enne galliatese arrestato dai carabinieri nella notte di domenica scorsa a Turbigo (Milano) per omicidio stradale e omissione di soccorso: con la sua auto ha toccato il ciclista Francesco Calderaro, pensionato Est Sesia di 76 anni residente a Villata, che è deceduto dopo essere caduto rovinosamente a terra.
Nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice delle indagini preliminari, il novarese, ora accusato di omicidio stradale e omissione di soccorso, ha dichiarato di non essersi accorto dell’impatto, di non aver visto il ciclista, e che la bicicletta non aveva dispositivi illuminanti. L’incidente è avvenuto alle 3,30 di notte circa.
Secondo l’ipotesi investigativa, l’autista, operaio della Leonardo, avrebbe investito Calderaro per poi allontanarsi senza fermarsi a prestare assistenza o a dare l’allarme. E’ successo nel tratto della strada provinciale che attraversa Turbigo, a un centinaio di metri dal depuratore, sulla carreggiata che conduce verso il ponte sul fiume Ticino al confine con Galliate. Le indagini dei militari hanno consentito di rintracciarlo alcune ore dopo. Al momento del ritrovamento il trentacinquenne si trovava insieme alla fidanzata, una donna di 26 anni, e appariva in evidente stato confusionale. I successivi accertamenti sanitari avrebbero evidenziato la positività sia all’alcol test sia al narco test, elementi ora al vaglio dell’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta.
L’uomo resta indagato ai domiciliari per omicidio stradale e omissione di soccorso, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’investimento e le responsabilità della tragedia.








