Silicon Box, tredici minuti con il ministro Urso: la passerella degli annunci già annunciati

Tredici minuti di orologio per confermare quello che già si sapeva. La visita a Novara del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, arrivato per fare il punto su Silicon Box, ha lasciato in eredità soprattutto la foto di gruppo. Sul progetto, invece, nessuna novità sostanziale: la delibera di Invitalia deve ancora arrivare, il contratto deve essere formalizzato, il progetto è atteso a dicembre e la prima pietra resta prevista per la primavera del 2027.

Il tempo per ribadire il valore strategico dell’investimento, rivendicare il lavoro di squadra e distribuire riconoscimenti istituzionali c’è stato. Quello per un confronto più approfondito con la stampa è stato compresso dalla necessità del ministro di raggiungere l’aeroporto. Un’agenda serrata, nella quale Novara è entrata quanto bastava per rinnovare gli annunci, senza aggiungere elementi concreti a quanto il sindaco Alessandro Canelli e il presidente della Regione Alberto Cirio avevano già illustrato nei giorni scorsi alla festa della Lega.

Attorno al ministro, una nutrita rappresentanza di Fratelli d’Italia, pronta a occupare il breve spazio di visibilità offerto dall’occasione. La cornice politica era al completo; il quadro amministrativo dell’operazione, invece, deve ancora essere completato.

Silicon Box è un investimento importante: 3,4 miliardi di euro e 1.600 posti di lavoro previsti meritano attenzione e un’informazione puntuale. Proprio queste dimensioni, però, rendono poco convincente un appuntamento che si esaurisce nella celebrazione di ciò che dovrebbe accadere. Il valore del progetto non trasforma automaticamente ogni visita istituzionale in una notizia.

In mezzo all’ottimismo, la frase più utile è arrivata da Canelli, anche commissario straordinario per l’insediamento: «Non è ancora finita». L’istruttoria tecnica e finanziaria è nella fase conclusiva, ma il sindaco ha precisato di non conoscerne ancora l’esito. La fiducia nel via libera entro fine mese resta una previsione; la formalizzazione del contratto e le autorizzazioni sono passaggi da completare. Una prudenza che restituisce la distanza tra il racconto politico e lo stato dell’operazione.

Urso ha descritto Novara come futura capitale dell’innovazione tecnologica, Cirio ha allargato lo sguardo al ruolo europeo del Nord Ovest. Il senatore Gaetano Nastri ha rivendicato il sostegno pubblico da 1,3 miliardi e le opportunità per i giovani; l’assessora regionale al Lavoro Daniela Cameroni ha richiamato la necessità di preparare le professionalità richieste. Considerazioni condivisibili, ma già parte del dibattito su Silicon Box. Nessuna ha aggiunto un avanzamento concreto al progetto.

Non si pretendeva che il ministro arrivasse con la prima pietra in valigia. Da un punto stampa convocato appositamente, però, era ragionevole attendersi qualcosa in più di una ricapitolazione dei meriti e delle intenzioni. Anche perché è stato lo stesso Urso a ricordare le difficoltà del settore e gli investimenti frenati o abbandonati in Europa: un contesto che avrebbe meritato tempo per le domande e risposte approfondite.

Se l’obiettivo era soltanto confermare l’impegno delle istituzioni, un incontro con gli amministratori avrebbe raggiunto lo stesso risultato. La convocazione della stampa dovrebbe servire a informare, e tredici minuti di annunci già ascoltati lasciano soprattutto l’impressione che servisse un pubblico alla visita.

Le istituzioni hanno confermato il loro impegno, i presenti hanno avuto la foto, il ministro ha proseguito verso l’aeroporto. Novara aspetta ancora la delibera. Quella, quando arriverà, sarà una notizia.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore