Accoltellamento in stazione a Novara, il M5S attacca: «Altro che emergenza, è il risultato di anni di immobilismo»

Un fatto di sangue in pieno giorno, consumatosi sotto i portici dello scalo ferroviario cittadino davanti agli occhi attoniti di decine di pendolari. L’accoltellamento avvenuto ieri pomeriggio alla stazione di Novara riaccende prepotentemente, e in modo drammatico, il dibattito sulla sicurezza urbana. A scagliarsi contro l’amministrazione comunale sono stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle, che hanno definito l’accaduto «non come una tragica fatalità, ma come l’inevitabile conseguenza di un degrado ormai cronicizzato».

«Conseguenza di scelte mancate e sottovalutazione»

«Quello che è successo ieri non è un fulmine a ciel sereno, ma la conseguenza di anni di sottovalutazione e di scelte mancate». Ad andare all’attacco senza mezzi termini è Mario Iacopino, capogruppo del M5S in consiglio comunale. Secondo l’esponente pentastellato, non si tratta di un’emergenza improvvisa: «negli ultimi mesi gli episodi di violenza, le risse e il degrado si sono concentrati in modo sistematico sempre negli stessi luoghi sensibili, a partire proprio dall’area della stazione e dal limitrofo asse di viale Manzoni, zone nevralgiche attraversate ogni giorno da studenti, lavoratori e famiglie».

«Senza presenza reale, prevenzione e cura degli spazi pubblici, l’insicurezza cresce, e oggi i fatti lo dimostrano in modo evidente», ha sottolineato Iacopino.

La nuova interrogazione urgente e le proposte

Il Movimento 5 Stelle ha ricordato di aver già portato all’attenzione del consiglio comunale la situazione “fuori controllo” dell’area stazione con una precedente interrogazione specifica, chiedendo maggiori controlli e un piano di riqualificazione. «A quelle richieste non sono seguiti interventi concreti», hanno aggiunto oggi i consiglieri, che pur ringraziando doverosamente le forze dell’ordine e i soccorritori per il lavoro encomiabile e tempestivo, hanno evidenziato come questi ultimi non possano essere lasciati soli a gestire criticità ormai strutturali.

La chiusura del Movimento è un affondo politico diretto a chi governa la città, unito a un richiamo alle istituzioni superiori. «La sicurezza non si garantisce con interventi occasionali o dichiarazioni il giorno dopo – ha concluso Iacopino –. Dopo anni di governo, non ci sono più alibi: chi amministra questa città deve dire chiaramente cosa intende fare e in quali tempi».

Il capogruppo M5S ha lanciato un appello affinché anche regione e governo «sostengano concretamente i Comuni con risorse e personale, per non lasciare soli gli enti locali. I cittadini hanno diritto a vivere la città senza paura. E oggi, in alcune zone, questo diritto non è più garantito».

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