«Mi prendeva in giro anche per il mio aspetto fisico». Ma fra le mura di casa non c’erano solo denigrazioni e insulti. Lui l’aveva minacciata perfino con un coltello. Un rapporto fin da subito connotato da problemi il loro, con un atteggiamento di prevaricazione dell’uomo che denigrava la compagna, la umiliava, le controllava continuamente il telefono. L’uomo non si era nemmeno arreso alla fine della relazione, e aveva iniziato a seguirla, pedinarla, farle appostamenti sotto casa.
Un insieme di comportamenti per i quali il tribunale di Novara ha condannato il 35enne G.C. a 4 anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia, lesioni e stalking, come chiesto dal pm. La difesa, invece, aveva chiesto l’assoluzione parlando di normali litigi di coppia e assenza del requisito della convivenza, perché spesso, quando discutevano, i due andavano a vivere in posti diversi e quindi abitavano sotto le stesso tetto molto di rado. I giudici hanno anche stabilito la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Il processo è nato dalla denuncia presentata dalla vittima due anni fa. La coppia viveva a Galliate. Ora lei, invece, si è trasferita all’estero per lavoro e i giudici l’hanno ascoltata in videocollegamento con l’ambasciata italiana. Dall’aktra parte dell’oceano ha confermato quanto patito, ha ribadito di essere stata vittima di violenze fisiche, pugni, calci, schiaffi, e psicologiche, perché non mancavano batute sul suo aspetto fisico.
Dopo la rottura della relazione, nel febbraio del 2023, era iniziato un lungo periodo di atti persecutori. E, in uno dei vari inseguimenti, l’uomo l’aveva fermata per strada, avevano discusso, e lui le aveva tirato degli schiaffi. Alla scena avevano assistito due passanti, che erano intervenuti per soccorrere la vittima.








