Quando l’orizzonte elettorale inizia a farsi più ravvicinato, anche una formale comunicazione istituzionale può trasformarsi nel sismografo perfetto per registrare le micro-scosse all’interno del. È quanto andato in scena nell’ultima seduta del consiglio comunale di Novara, dove la vicenda della Radici Chimica ha finito per fare da cassa di risonanza a una serie di malumori e sottili attriti che attraversano i banchi dei consiglieri.
Tutto è nato da una richiesta di comunicazioni avanzata dal capogruppo di Futuro Nazionale Michele Ragno. Sollecitato sul punto, il sindaco Alessandro Canelli ha tracciato il quadro oggettivo della vertenza: «il nuovo amministratore ha presentato un piano sociale ora in mano ai sindacati, sono state avviate le interlocuzioni ministeriali per tutelare i dipendenti e lo stabilimento è stato riaperto per una sola settimana, il tempo di esaurire l’ammoniaca nelle sfere, per poi fermare definitivamente le attività». Una relazione tecnica che sembrava destinata a chiudere la pratica.
Lo strappo di Nieli e la bagarre in aula
A increspare le acque è stato l’intervento del consigliere di Futuro Nazionale e sindacalista alla Radici, Maurizio Nieli. Prendendo la parola per integrare la relazione del sindaco, il consigliere ha assunto toni marcatamente sindacali, definendo «pura fantasia» le prospettive di ricollocamento per una forza lavoro composta per metà da ultracinquantenni. L’affondo, tuttavia, si è spostato rapidamente sul piano squisitamente politico: Nieli ha puntato il dito contro l’incontro dello scorso 5 ottobre tra il sindaco Canelli, il parlamentare Alberto Gusmeroli e il direttore del fondo che controlla l’azienda. Un vertice che, a suo dire, avrebbe infastidito la base lavorativa, portando in aula l’accusa alla politica di preferire il dialogo con i fondi speculativi all’ascolto dei lavoratori.
I messaggi velati tra gli alleati: asse Lega-FdI sotto la lente
L’uscita fuori perimetro ha offerto il fianco a una dinamica che la dice lunga sugli attuali equilibri del centrodestra novarese. Di fronte a un intervento che trasformava le comunicazioni del sindaco in un dibattito non previsto dal regolamento, l’opposizione, per voce del dem Nicola Fonzo, ha richiamato all’ordine la presidenza.
Un assist che il consigliere leghista Arduino Pasquini non si è lasciato sfuggire, utilizzandolo per inviare una stoccata elegante, ma affilata all’alleato di Fratelli d’Italia, Edoardo Brustia. Nota per il suo garbo e la sua indole bonaria, la gestione dell’aula da parte del presidente del Consiglio è finita sotto la lente del Carroccio: concordando con l’opposizione, Pasquini ha ricordato che «in Consiglio si siede come amministratori e non come sindacalisti», invitando chi dirige i lavori ad «avere il coraggio di dire no per non creare pericolosi precedenti». Un richiamo al rigore che è suonato come un preciso messaggio di posizionamento interno.
Il richiamo di Canelli
Il sipario sulle fibrillazioni della maggioranza è calato con la decisa replica del primo cittadino. Toccato dalla critica sul vertice milanese, Canelli ha rivendicato la correttezza del proprio operato, difendendo il diritto-dovere di un sindaco di interloquire con la proprietà per chiedere chiarimenti a tutela del territorio. La chiosa, rivolta a Nieli, è stata netta: citando lo slogan “Il mondo al contrario”, il sindaco ha invitato a non politicizzare le legittime preoccupazioni dei lavoratori. Un monito chiaro a non utilizzare le aule istituzionali per anticipare la campagna elettorale, in un momento storico in cui la coalizione ha invece bisogno della massima tenuta.








