Siccità e reti idriche: Rossi incalza, Marnati fa il bilancio dei fondi Pnrr

La gestione della risorsa idrica e l’efficienza degli acquedotti piemontesi sono finiti al centro di un acceso dibattito in consiglio regionale. Ad accendere i riflettori sul tema è stato il consigliere del Partito Democratico, Domenico Rossi, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere conto all’assessore competente, Matteo Marnati, dei risultati concreti ottenuti grazie ai fondi PNRR nella lotta alle dispersioni idriche.

Il punto di partenza dell’esponente dem è netto: la siccità non può più essere trattata come un’emergenza straordinaria, ma rappresenta ormai una condizione strutturale per il territorio. A fronte di questa nuova normalità climatica, l’opposizione esige di sapere se gli ingenti investimenti messi in campo stiano effettivamente riducendo le perdite delle reti.

I numeri della crisi: precipitazioni a picco e danni milionari

A supporto della sua interrogazione, Rossi ha snocciolato i recenti e preoccupanti dati forniti dai bollettini di ARPA Piemonte. Nel mese di maggio 2026, le precipitazioni hanno registrato un drastico deficit del 44% rispetto alla media storica, scarto negativo che a giugno si è attestato al 36%. Di conseguenza, il bilancio dell’anno idrologico segna un allarmante deficit complessivo del 24%. Una tendenza al progressivo inaridimento confermata dal fatto che gli scarti negativi interessano ormai gran parte dei bacini regionali, con valori critici compresi tra il 30% e il 60%. Questa drammatica combinazione tra siccità prolungata, alte temperature e incendi boschivi ha già causato al territorio piemontese danni gravissimi, stimati in oltre 1,5 miliardi di euro.

Una situazione che sta avendo ricadute catastrofiche sul comparto agricolo, già provato da ondate di caldo estremo e fenomeni di siccità improvvisa. Ma per Rossi, «il problema non è solo il cielo che non fa piovere: è il sistema di distribuzione che disperde la poca acqua disponibile». Il consigliere ha ricordato che «secondo l’Istat, la dispersione nazionale supera il 42%, con il Piemonte che presenta forti criticità locali». Da qui la domanda all’assessore: qual è la percentuale esatta di riduzione delle perdite ottenuta rispetto al 2022 grazie al PNRR?.

La replica della giunta: i fondi e la complessità della rete

La risposta dell’assessore Matteo Marnati non si è fatta attendere. L’esponente della giunta ha ribadito come «la Regione, pur essendo un ente di programmazione, stia supportando attivamente la gestione operativa a causa della prolungata emergenza, riattivando il “tavolo di coordinamento siccità” e applicando le linee di indirizzo per gli scenari di scarsità idrica».

Marnati ha poi delineato il quadro degli investimenti affrontati negli ultimi anni. «Per quanto riguarda i Fondi di Emergenza Nazionale (FEN), tra il 2018 e il 2022 sono stati stanziati complessivamente oltre 17 milioni di euro per nuove interconnessioni, potabilizzatori, autobotti e sistemi di pompaggio» ha spiegato l’assessore precisando che «questi fondi governativi non possono essere utilizzati per la sostituzione dei tratti di rete soggetti a perdite».

Sul fronte dei fondi PNRR Marnati ha spiegato che «per quanto concerne la misura specificamente dedicata alle perdite idriche, sono stati finanziati tre grandi progetti in Piemonte per un totale di 92 milioni di euro». Su quest’ultimo punto, Marnati ha fornito una precisazione tecnica: «I fondi PNRR per le perdite non sono destinati alla sostituzione dei tubi ammalorati, onere che spetta alla normale programmazione dei gestori, ma a interventi tecnologici. Questi includono la distrettualizzazione delle reti per regolare pressione e portata e la mappatura GIS, strumenti indispensabili per limitare le rotture e individuare tempestivamente i consumi anomali».

Impossibile calcolare oggi il recupero sulle perdite

Alla domanda diretta di Rossi sulla percentuale esatta di acqua recuperata, l’assessore ha dovuto ammettere l’impossibilità di fornire un numero preciso allo stato attuale. Il sistema acquedottistico piemontese è un complesso reticolo di 42.479 chilometri di tubature interconnesse. Saranno proprio i sistemi tecnologici recentemente completati con il PNRR a permettere, in futuro, di individuare i punti critici e misurare i risultati.

La mappa degli investimenti e delle perdite in Piemonte (dati Regione):

Ambito Territoriale (ATO)Lunghezza condotte (Km)Perdite idriche (%)Investimenti 2025 (Mln €)Investimenti previsti 26/27 (Mln €)
1 – VCO e Novarese4.70043,523,3351,00
2 – Biellese, Vercellese, Casalese4.28937,810,578,67
3 – Torinese13.34038,7156,97167,00
4 – Cuneese10.41148,517,2233,51
5 – Astigiano, Monferrato4.75530,37,4513,36
6 – Alessandrino4.98451,922,5210,68
Totale Piemonte42.47941,78 (Media)238,06284,22

L’insoddisfazione del Partito Democratico

Le spiegazioni tecniche e la lista degli investimenti non hanno però convinto Domenico Rossi, che ha giudicato la risposta della giunta insufficiente. L’esponente Dem ha replicato che «sebbene le dichiarazioni dell’assessore permettano di fare il punto sullo stato di avanzamento dei cantieri, manca del tutto il dato fondamentale richiesto, ovvero la riduzione effettiva delle perdite rispetto al 2022». Rossi ha concluso il suo intervento sottolineando che «di fronte all’urgenza della crisi climatica non è più il tempo degli annunci o degli elenchi di interventi finanziati, ma è necessario poter contare su infrastrutture all’altezza e risultati concretamente misurabili per evitare che i sacrifici richiesti ai cittadini vengano vanificati dalle inefficienze di rete».

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