Continua a crescere il Basket College Novara, anche sotto il profilo internazionale. La società novarese, infatti, ha ufficializzato la collaborazione con l’Académie Kebemer Calcio Basket Club, realtà sportiva della regione di Louga in Senegal in cui è cresciuto, peraltro, il centro classe 2002 Momo Fam.
La collaborazione si inserisce all’interno del progetto Road to the Future Senegal, e punterà sula condivisione di competenze tecniche e sul sostegno educativo, utilizzando lo sport come strumento di inclusione, formazione e crescita sociale. Un rapporto stabile e duraturo, dunque, che andrà oltre il gemellaggio sportivo. Nei giorni scorsi il College Novara ha infatti già inviato i primi aiuti concreti: magliette ufficiali, materiale tecnico e palloni, con un gesto che simboleggia l’inizio di questo percorso.
Parte dell’accordo fra club sarà il supporto tecnico a distanza, con la condivisione di metodologie di allenamento, iniziative educative, scambi di esperienze tra allenatori e la possibilità di sviluppare futuri percorsi di formazione per giovani atleti meritevoli. Ma l’obiettivo è anche un altro: quello di insegnare ai giovani novaresi di guardare oltre i propri orizzonti, e che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un gesto concreto che può cambiare il percorso di una persona.
La società novarese conferma così da un lato il suo impegno sul territorio, guardando però con un occhio anche al resto del mondo, mettendo i valori dello sport all’interno di una prospettiva più ampia.
«Basket College Novara è nato con l’idea che il basket non debba essere soltanto numeri e molto più di una disciplina sportiva – ha affermato Andrea Delconte, presidente del Basket College Novara – Vogliamo formare persone prima ancora che giocatori, trasmettendo valori come il rispetto, il sacrificio, la responsabilità, la solidarietà e il senso di appartenenza a una comunità. Oggi assistiamo con preoccupazione a una crescita del disagio giovanile. Sempre più ragazzi fanno fatica a trovare punti di riferimento, relazioni autentiche e occasioni di crescita. Noi crediamo che una società sportiva abbia anche una responsabilità educativa. Per questo abbiamo scelto di guardare anche oltre i confini del nostro territorio. A Kébémer abbiamo trovato ragazzi che vivono la nostra stessa passione, ma con mezzi infinitamente più limitati dei nostri. Non possiamo risolvere tutti i problemi del mondo, ma possiamo fare la nostra parte. Abbiamo iniziato inviando magliette, palloni e attrezzature sportive. È un primo passo, ma certamente non sarà l’ultimo. Costruiamo una collaborazione stabile fatta di vicinanza concreta, supporto tecnico, crescita reciproca e opportunità educative».








