Canelli presenta il conto alla Soprintendenza: «Cantieri bloccati, ritardi e costi in aumento»

Non è una critica episodica né uno sfogo legato al caso dei pannelli fotovoltaici dell’ex caserma Passalacqua. È un vero e proprio atto d’accusa quello che il sindaco di Novara, Alessandro Canelli, rivolge alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, accompagnandolo con un lungo e impietoso elenco di cantieri, progetti e interventi che, secondo il primo cittadino, sarebbero rallentati o complicati da richieste, prescrizioni e autorizzazioni attese per mesi.

La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso è, appunto, la vicenda della Palazzina Caretto – ex Passalacqua – dove la Soprintendenza ha imposto l’utilizzo di pannelli fotovoltaici rossi al posto di quelli tradizionali. Una prescrizione che, secondo il Comune e l’associazione nòva, comporterà una minore produzione di energia e maggiori costi.

«Nel capitolato erano previsti pannelli tradizionali, non era scritto da nessuna parte che dovessero essere rossi – osserva Canelli -. E stiamo parlando di una caserma, non di un edificio monumentale o di particolare pregio».

Ma il sindaco chiarisce subito che quello dei pannelli è soltanto l’ultimo episodio. «La situazione è diventata insostenibile». Il primo esempio è Casa Bossi, dove il Comune attende da due anni l’autorizzazione definitiva: «Ogni volta che pensiamo di essere arrivati alla conclusione dell’iter, vengono richieste nuove integrazioni che vanno oltre quelle iniziali».

Il primo cittadino punta poi il dito sui lavori di efficientamento energetico di tre scuole comunali, finanziati con fondi Pnrr: «Le richieste sono state depositate nel marzo del 2025. I lavori dovranno essere conclusi entro dicembre di quest’anno ma non possiamo nemmeno pubblicare i bandi perché continuano ad arrivare richieste di ulteriori integrazioni».

L’elenco prosegue con il nuovo Piano Dehors, trasmesso alla Soprintendenza il 27 febbraio e, secondo il sindaco, ancora senza alcun riscontro.

Stessa situazione per le richieste inviate al Suap, (Sportello unico per le attività produttive) anch’esso fermo in attesa di risposta.

Da due anni è inoltre sospeso il progetto di recupero delle tre campate del Mercato Coperto di viale Dante, per le quali una scuola aveva già presentato tre integrazioni senza ottenere un parere definitivo.

Tra i casi citati anche la Fornace Bottacchi: «Abbiamo chiesto lo svincolo del bene ma la Soprintendenza ha disposto ulteriori sopralluoghi prima di assumere una decisione».

Canelli richiama poi la situazione del Teatro Coccia, dove il 7 gennaio era stato richiesto un intervento urgente dopo la caduta di calcinacci sul lato del Club Unione: «A oggi non è ancora arrivata l’autorizzazione».

Anche piazza Martiri rientra nell’elenco delle opere contestate: «Per rifare la pavimentazione ci è stato prima chiesto di scavare sessanta centimetri, poi sono stati richiesti ulteriori approfondimenti con inevitabili aumenti di tempi e costi».

Sempre in piazza Martiri, aggiunge il sindaco, è sfumato anche l’investimento previsto per il Plaza Bar: «C’era una società interessata a rilevare l’attività ma ha rinunciato per i ritardi e i continui paletti posti dalla Soprintendenza».

Infine il castello dove il Comune ha dovuto modificare il progetto del cortile: «È costato quasi il doppio rispetto alle previsioni e oggi è praticamente inutilizzabile nei mesi estivi perché non ci è stato consentito di piantare nemmeno un albero».

Per Canelli, però, il problema non riguarda i singoli cantieri. È il rapporto con la Soprintendenza ad essersi incrinato: «Se l’ufficio ha poco personale e ogni due anni cambia il soprintendente con idee diverse, non può essere la comunità a pagarne le conseguenze – afferma -. Noi non ci siamo mai tirati indietro davanti alle richieste che ci sono state fatte. I soldi non li troviamo sugli alberi. Chiediamo maggiore collaborazione istituzionale e procedure più rapide, così come il Comune ha fatto uno sforzo enorme per rispettare le scadenze del Pnrr».

Il sindaco rivela anche un peggioramento dei rapporti negli ultimi mesi: «Con il nuovo soprintendente, arrivato circa un anno fa, si era instaurato un buon rapporto. Negli ultimi mesi, però, molte procedure si sono improvvisamente rallentate per motivi che non comprendo, nonostante da parte nostra sia stata più volte manifestata la disponibilità a collaborare.»

La conclusione è la più dura: «Mi dispiace, umanamente e istituzionalmente, perché noi facciamo i salti mortali per venire incontro a tutte le richieste. Dall’altra parte, invece, troviamo soltanto un muro».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore