Il viaggio della memoria non si conclude al binario del treno di ritorno, ma prende davvero vita nel momento del racconto e della condivisione. È con questo spirito che oggi pomeriggio, domenica 3 maggio, alle 17:00, la Falegnameria Sociale Fadabrav (via Andrea Falcone 9A) ospiterà l’evento di restituzione pubblica del progetto “Promemoria Auschwitz”, organizzato dalle associazioni SerMais e Deina.
Protagonisti assoluti dell’incontro saranno i tanti ragazzi e ragazze che, mettendo in pausa per sei giorni la loro quotidianità, hanno intrapreso un intenso viaggio verso i campi di sterminio, toccando con mano la pagina più buia della storia europea.
La lettera degli adulti: «Ascoltiamoli, saranno loro i nuovi testimoni»
Per la prima volta il viaggio ha visto la partecipazione di un gruppo di cittadini adulti, che ha deciso di rivolgere una lettera aperta alla cittadinanza novarese. Un appello per invitare tutti a partecipare all’incontro di oggi, non solo per ascoltare, ma anche per sostenere la fondamentale raccolta fondi necessaria a garantire la partenza delle future edizioni del progetto.
Di seguito, il testo integrale della lettera:
“Siamo un gruppo di adulti che quest’anno ha partecipato al progetto Promemoria Auschwitz, organizzato dalle associazioni SerMais e Deina. Siamo partiti sulla spinta di chi, più o meno giovane, negli anni passati si era già messo in cammino.
Insieme a noi c’erano centinaia di ragazzi e ragazze: Paola, Sara, Martino, Luca, Andrea… per sei giorni hanno lasciato scuola, famiglia, amici, sport e sono andati a visitare i campi di Auschwitz e Birkenau; hanno toccato con mano uno degli abissi dell’umanità. Adesso vogliono raccontare quello che con fatica hanno visto, sentito, pensato e anche sofferto in quei giorni insieme. Domenica 3 maggio alle ore 17:00 racconteranno la loro esperienza presso la Falegnameria Sociale Fadabrav.
È importante essere lì con loro perché i ragazzi e le ragazze hanno bisogno di adulti discreti che li sappiano guardare, ascoltare e sostenere. È importante essere lì per capire quello che questo viaggio ha permesso loro di approfondire e conoscere, ma anche per riconoscere l’importanza del loro essersi messi in gioco e in discussione come esseri umani. Hanno bisogno di adulti che scelgono di farsi contagiare dal loro entusiasmo, dalla loro capacità di dialogare e dalla loro voglia di migliorare il mondo.
Noi vogliamo ascoltare il loro racconto perché se questo viaggio è stato importante, ancora di più lo è la possibilità di farsi sentire, di essere visti e riconosciuti come protagonisti di qualcosa che è iniziato in Polonia, ma che continua qui ed ora nelle nostre vite di tutti i giorni.
Crediamo sia importante, soprattutto per le persone più giovani, tenere viva la memoria. La nostra generazione ha potuto ascoltare le parole dei sopravvissuti, mentre i ragazzi si troveranno a crescere in un mondo in cui quella voce sarà sempre più rara. È quindi importante che anche in futuro tanti ragazzi e tante ragazze possano continuare a partecipare a questo viaggio per diventare testimoni e non dimenticare.
Noi vogliamo essere al fianco di chi questo viaggio lo ha già fatto e sostenere chi deciderà di partire nelle edizioni future, con la speranza che altre persone decidano di raggiungerci e partecipare alla loro restituzione pubblica”.
Il passaggio del testimone
Le parole degli adulti sottolineano l’urgenza di un tema cruciale per il nostro presente: il fisiologico passaggio del testimone. Se le generazioni precedenti hanno avuto il doloroso privilegio di ascoltare la testimonianza dei sopravvissuti dalla loro viva voce, i giovani di oggi sono chiamati a raccogliere un’eredità complessa. Diventa quindi fondamentale esserci, oggi alle 17 a Fadabrav, per far sentire a questi ragazzi che il loro sforzo di comprensione non cade nel vuoto, affiancandoli nel loro nuovo, indispensabile ruolo di custodi della memoria.






