Combattere la solitudine, restituire dignità e costruire una rete solida contro l’emarginazione della terza età. Si è concluso ufficialmente il percorso di selezione del bando promosso dall’associazione Ella in collaborazione con la casa di giorno “don Aldo Mercoli”, un’iniziativa nata per assegnare il voucher “quote rosa” a supporto di una donna over 65 in condizioni di fragilità sociale ed economica.
Dopo aver raccolto e vagliato attentamente le domande, la commissione giudicatrice ha esaminato la documentazione e definito la graduatoria finale. Il voucher è stato assegnato a una donna di 74 anni, segnalata dai servizi sociali del comune di Novara, che preferisce mantenere anonima la sua identità. La donna potrà avviare il proprio percorso di inclusione e socialità alla casa di giorno a partire da luglio 2026. L’iniziativa garantirà una copertura a lungo termine: il beneficio avrà infatti una durata di due anni, con il primo finanziato da Ella e il secondo direttamente dalla casa di giorno. Nelle parole della beneficiaria c’è tutto il senso dell’operazione: «Sono grata per questa opportunità, mi auguro possa essere un’occasione per trascorrere momenti in serenità e compagnia».
Il circolo virtuoso della solidarietà: raddoppia l’aiuto
Il progetto ha funzionato come una lanterna, portando alla luce situazioni di forte disagio economico e relazionale che, troppo spesso, restano relegate nel cono d’ombra dell’invisibilità. E proprio la scoperta di questa vasta fragilità ha generato un inaspettato e meraviglioso effetto domino di generosità.
A spiegarlo è stata Elena Malquati, presidente di Ella: «L’obiettivo delle associazioni è che questo progetto non rappresenti un traguardo, ma un punto di partenza per sviluppare nuove azioni capaci di rispondere ai bisogni della comunità. Un principio che ha già trovato un’applicazione pratica straordinaria: un socio di Ella ha infatti deciso di offrire il proprio contributo economico personale per estendere il beneficio anche alla seconda persona classificata in graduatoria».
L’appello alla città: «Restituire dignità non è carità, ma un dovere»
Soddisfazione e gratitudine per il traguardo raggiunto sono state espresse dai vertici della struttura ospitante. Luciano Chiesa, presidente della casa di giorno, ha sottolineato come «questa sinergia dimostri che unendo le forze, le risorse e le competenze, si possano dare risposte concrete ai bisogni di cura della comunità anziana».
Un concetto ribadito con forza dalla direttrice della struttura, Valentina Piantanida, che ha lanciato una profonda riflessione sulla quotidianità del centro. «Ogni anno, durante i colloqui conoscitivi, gli operatori si scontrano con la dolorosa realtà della solitudine e della vulnerabilità che colpisce troppi anziani. L’auspicio è che questo bando sia solo l’inizio e che si aprano posizioni stabilmente dedicate a chi ha diritto di vivere un invecchiamento attivo, ma non ne ha le possibilità economiche. Restituire dignità e relazioni, ha concluso la direttrice, non è un atto di carità, ma un dovere comunitario» ha spiegato.







