Novara, la chirurgia fa miracoli: rimosso un doppio tumore e ricostruita la via digestiva a un 75enne

Un caso clinico di estrema criticità, una doppia sfida oncologica e anatomica risolta grazie a un intervento chirurgico di altissima complessità e ingegneria medica. L’ospedale Maggiore segna un nuovo, straordinario traguardo nel campo dell’innovazione chirurgica, salvando la vita a un paziente grazie alla proficua sinergia tra la Chirurgia Ospedaliera e l’università del Piemonte Orientale.

La sfida: un paziente senza stomaco e con un doppio tumore

Il protagonista di questa complessa vicenda clinica è un uomo di circa 75 anni, con un passato medico già fortemente segnato. Dieci anni fa, infatti, il paziente aveva affrontato un carcinoma gastrico, trattato all’epoca con la rimozione totale dello stomaco e successivi cicli di chemio e radioterapia.

Recentemente, l’uomo si è trovato di fronte a un nuovo e rarissimo ostacolo: la comparsa in contemporanea di due nuovi tumori, uno all’esofago distale e uno al colon destro. Una situazione che presentava da subito un’elevatissima complessità anatomica. Generalmente, infatti, quando si rimuove l’esofago si procede a ricostruire la via digestiva utilizzando lo stomaco, organo che però nel paziente non era più presente. Anche l’alternativa standard, ovvero l’utilizzo del colon per la ricostruzione, sembrava impossibile, dato che proprio il tratto destro del colon era sede della seconda neoplasia.

L’intervento d’avanguardia: la “nuova” via digestiva

Dopo un meticoloso e approfondito studio, i chirurghi novaresi hanno pianificato una strategia d’avanguardia assoluta. L’intervento è stato eseguito dall’equipe guidata dal professor Sergio Gentilli, coadiuvato dal dottor Paolo Bellora, dalla dottoressa Giordana D’Aloisio e dagli specializzandi della scuola di specializzazione in Chirurgia Generale.

«Il piano operatorio – ha spiegato il professor Gentilli – ha previsto la rimozione simultanea del tumore esofageo e della parte malata del colon, utilizzando il segmento di colon sano residuo per la sostituzione esofagea. Una procedura resa ulteriormente complessa dalla condizione di reintervento e dagli esiti fibrotici della pregressa radioterapia». L’equipe è riuscita a collegare con successo il colon superstite con l’esofago e, più in basso, con l’intestino, ripristinando in modo completo la continuità del canale alimentare.

Paziente autonomo e l’orgoglio dell’ospedale

L’operazione è tecnicamente riuscita e il decorso post-operatorio si è concluso in modo estremamente positivo, tanto che il paziente 75enne ha potuto riprendere ad alimentarsi in totale autonomia.

Un traguardo che conferma il ruolo dell’ospedale novarese come centro di eccellenza per la chirurgia oncologica complessa. «Questo intervento è l’ennesimo esempio di come, grazie alla stretta sinergia tra UPO e Maggiore, la struttura riesca a garantire una presa in carico continuativa di pazienti complessi – ha commentato con orgoglio il direttore generale, Stefano Scarpetta –. Questo risultato assume un valore ancor più rilevante dato il contesto storico in cui si sta muovendo la sanità italiana. Il nostro ringraziamento doveroso va al professor Gentilli, alla sua equipe e a tutti i professionisti dell’azienda che quotidianamente si occupano con dedizione della salute dei nostri pazienti».

© 2026 La Voce di Novara
Riproduzione Riservata