«Non nasciamo contro qualcuno, ma per qualcosa: il merito, la trasparenza». È con questo nobile, e politicamente assai collaudato, manifesto d’intenti che Maurizio Nieli, consigliere comunale di Novara fuoriuscito da Fratelli d’Italia nel 2024, ha provato a battezzare la nascita di “Alleanza Novarese”. Peccato che, giusto il tempo di riprendere fiato, l’intera conferenza stampa di presentazione del nuovo gruppo consiliare si sia trasformata in un bombardamento a tappeto contro l’attuale dirigenza locale di Fratelli d’Italia.
Non si tratta, dunque, di un semplice rimpasto o di un banale mal di pancia: quella andata in scena questa mattina è un guanto di sfida lanciato alla dirigenza del partito novarese. Un’operazione chirurgica pensata su misura per contestare la leadership del senatore Gaetano Nastri in vista degli appuntamenti elettorali del 2027.
L’atto d’accusa: «Un club privato, non un partito»
A guidare la carica in conferenza stampa, smascherando subito la narrazione dei “costruttori”, sono stati il nuovo capogruppo Michele Ragno (uscente capogruppo di Fdi), l’ex vicecapogruppo Mauro Gigantino, lo stesso Nieli e, per il fronte provinciale e del Medio Novarese, Luigi Laterza, braccio destro dell’assessore regionale Marina Chiarelli e presidente del consiglio comunale a Borgomanero. Le parole usate per descrivere i vertici locali del partito di Giorgia Meloni non hanno lasciato spazio alla diplomazia. «La nostra è una scelta di libertà, non siamo più disponibili a essere complici di logiche di potere omologate da una leadership in contrasto con l’interesse della comunità», ha esordito Ragno. «Ci riconosciamo nel partito nazionale in cui siamo stati eletti, ma non nelle modalità con cui viene gestito a Novara. Il partito storico è diventato un club privato». Insomma, i consiglieri non si dicono “contro” nessuno, ma di fatto accusano i vertici di esigere «obbedienza invece che partecipazione» e «fedeltà personale invece che lealtà istituzionale».
L’attacco alle dinamiche di cooptazione è stato frontale e personalizzato. A sganciare la stoccata più affilata ci ha pensato Nieli: «Non abbiamo mai barattato i nostri ideali per un metodo che sacrifica la classe dirigente storica a favore di cerchie ristrette. Daniela Cameroni, nel listino delle regionali, sarebbe stata candidata se non fosse stata la compagna del senatore Nastri? Capite bene perché nasce Alleanza Novarese». Rincarando la dose, Gigantino ha sollevato un’anomalia sulla sezione novarese: «La persona che fa il tesoriere è da tempo anche il coordinatore cittadino, un personaggio che per anni ha fatto opposizione feroce a Canelli. Tutto questo è incompatibile» ha dichiarato, riferendosi a Daniele Andretta.
Il fantasma di Trecate e l’asse dei ribelli
A rendere plasticamente evidente il peso politico dell’operazione, però, non è stato solo chi sedeva al tavolo dei relatori, ma chi ascoltava in platea. Tra il pubblico spiccavano infatti i volti dell’ex sindaco di Trecate e presidente della Provincia Federico Binatti, la candidata sindaco Rosa Criscuolo, dell’ex assessore e storico esponente di Alleanza Nazionale Raimondo Giuliano e del marito dell’ex assessora trecatese Tiziana Napoli, Francesco Cardamone. Una presenza che salda in modo inequivocabile la spaccatura novarese con il recente terremoto politico di Trecate, dove Fratelli d’Italia è di fatto implosa scomparendo dalla seconda città della provincia.
«La questione di Trecate è uno dei motivi che ci ha influenzati», ha ammesso candidamente Ragno. «Il partito non ha gestito quel caso come avrebbe dovuto, e noi vorremmo evitare che, mutatis mutandis, situazioni analoghe possano verificarsi anche a Novara nel 2027». Una saldatura confermata da Gigantino, che ha definito «assurdo» il fatto che FdI sia evaporata a Trecate, rivendicando una presa di coscienza collettiva per evitare lo stesso tracollo nel capoluogo.
L’onda lunga in Provincia e il messaggio a Canelli
La fronda anti-Nastri non si limita però ai confini cittadini. Luigi Laterza ha certificato l’espansione del progetto a Borgomanero, annunciando l’addio a FdI insieme a Mariano Manca per formare Alleanza per Borgomanero. «Negli ultimi mesi siamo stati indeboliti a favore di dinamiche accentrate e non condivise, vogliamo maggiore autonomia pur restando nel centrodestra», ha spiegato Laterza, garantendo appoggio leale sia al sindaco Sergio Bossi che al presidente della Provincia, Marco Caccia.
Resta da capire quale sarà l’impatto di questo tsunami sul comune di Novara. Alleanza Novarese ha garantito fedeltà e leale sostegno al sindaco Alessandro Canelli, precisando di non avere, al momento, alcuna ambizione di richiedere poltrone in Giunta. Tuttavia, Ragno ha formalmente chiesto al primo cittadino «una verifica della giunta stessa, al fine di concludere il mandato elettorale nel migliore dei modi». Un’onda d’urto che ha inevitabilmente lambito la scrivania dell’ufficio di palazzo Cabrino, ma che il sindaco Canelli ha già provveduto a depotenziare gettando acqua sul fuoco e tranquillizzando alleati e cittadini sulla tenuta dell’amministrazione.
Per l’orizzonte del 2027, la battaglia per l’egemonia a destra è ufficialmente iniziata. E in casa Fratelli d’Italia, in attesa che si esprima il collegio disciplinare nazionale sulle probabili espulsioni, la resa dei conti è solo al primo atto.
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