Il “caso Ivan De Grandis” torna a infiammare Palazzo Cabrino. A distanza di qualche mese dal durissimo scontro politico che aveva diviso maggioranza e opposizione, il nome del vicesindaco di Novara approda nuovamente nell’aula del consiglio comunale. Questa volta a portarlo all’ordine del giorno non sono le minoranze, ma Alleanza Novarese-Futuro Nazionale, il gruppo formato dagli ex esponenti di Fratelli d’Italia Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli.
La mozione sarà discussa nella seduta convocata per domani e rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che continua a segnare i rapporti all’interno del centrodestra cittadino. I proponenti avevano chiesto che il dibattito si svolgesse in seduta segreta, sostenendo l’esistenza di ulteriori elementi rispetto a quelli già emersi in passato. Una richiesta che non è stata accolta: il consiglio si svolgerà infatti in forma pubblica, come previsto ordinariamente, e il punto relativo alla mozione è stato inserito come ultimo argomento all’ordine del giorno.
Proprio per questo resta da capire quali saranno le mosse dei consiglieri di Alleanza Novarese una volta arrivati alla discussione. Non è escluso che possano riproporre la richiesta di seduta segreta oppure tentare di ottenere una votazione a scrutinio segreto, trasformando ancora una volta il dibattito in un terreno di scontro politico e regolamentare.
La nuova iniziativa si distingue da quella che aveva occupato il consiglio comunale nel mese di aprile. In quell’occasione le opposizioni avevano chiesto al sindaco Alessandro Canelli di revocare le deleghe al vicesindaco De Grandis, contestandone la gestione dell’assessorato allo Sport e una serie di vicende amministrative finite al centro del dibattito politico cittadino. La proposta era stata respinta al termine di una seduta fiume caratterizzata da tensioni, accuse reciproche e polemiche sulle modalità di voto.
La mozione che approderà domani in aula ha invece una natura diversa. Alleanza Novarese-Futuro Nazionale chiede infatti che il consiglio esprima una sfiducia politica nei confronti del vicesindaco, riportando al centro della scena una frattura che da tempo attraversa il centrodestra novarese e che si è accentuata dopo la rottura tra gli ex consiglieri meloniani e i vertici locali di Fratelli d’Italia.
Nelle ultime ore è stato lo stesso De Grandis a intervenire pubblicamente sulla vicenda, contestando con fermezza la richiesta di una discussione riservata. «Ritengo che ogni questione riguardante la mia persona debba essere affrontata nella massima trasparenza – afferma il vicesindaco –. Dal primo giorno in cui i novaresi mi hanno affidato l’onore di rappresentarli nelle istituzioni, ho sempre agito alla luce del sole, convinto che ogni mia scelta e ogni mia decisione debbano essere pubbliche e conoscibili da tutti i cittadini».
Secondo De Grandis, la richiesta di segretezza rischierebbe soltanto di alimentare sospetti senza chiarire realmente i contenuti delle contestazioni. «La richiesta di una discussione in seduta segreta, senza indicare pubblicamente quali sarebbero i presunti fatti che la giustificherebbero, produce infatti un effetto molto semplice: far pensare ai cittadini che esista chissà quale vicenda grave o inconfessabile, lasciando spazio a sospetti, illazioni e retroscena».
Per questo il vicesindaco rilancia chiedendo che il confronto avvenga pubblicamente: «Se qualcuno ha qualcosa da contestare, lo dica davanti alla città e se ne assuma la responsabilità. Io non ho nulla da temere e da nascondere».
Sul piano numerico la mozione difficilmente appare in grado di produrre conseguenze immediate sugli equilibri della giunta Canelli. Sul piano politico, però, la partita è ben diversa. L’attacco non arriva infatti dalle opposizioni ma da ex compagni di partito che fino a pochi mesi fa sedevano negli stessi banchi della maggioranza. Per questo la discussione di domani rischia di trasformarsi nell’ennesimo termometro delle tensioni che attraversano il centrodestra novarese e in una nuova prova di forza tra Fratelli d’Italia e la pattuglia di Alleanza Novarese-Futuro Nazionale, quando ormai l’orizzonte delle amministrative del 2027 comincia ad avvicinarsi.








