Venti minuti di tempesta sono bastati per cancellare il lavoro di un intero anno nelle campagne e tra i filari delle colline novaresi. All’indomani del violento nubifragio che ha colpito la zona media della provincia, il sopralluogo è tra le aziende di Sizzano e Fara Novarese, i due centri maggiormente feriti dalla furia del vento e da una grandinata di violenza eccezionale.
Il quadro che si presenta camminando tra le vigne e le colture di mais, ma anche per le strade con tetti sradicati e strutture distrutte, è quello di una devastazione capillare, che ha colpito circa sessanta aziende del territorio e che rischia di avere ripercussioni economiche pesantissime non soltanto sull’immediato, ma anche sulle stagioni future.
Il doppio danno dei viticoltori: vendemmia azzerata al 100% e produzioni compromesse anche per il prossimo anno
A raccontare la drammaticità della situazione sono Filippo e Christian Prolo, viticoltori e storici produttori di vino della zona. I due imprenditori sottolineano come «il danno non si limita alla perdita totale del raccolto di quest’anno, ma si configura come un vero e proprio doppio danno. La grandine, caduta con violenza e con chicchi grossi come noci, ha infatti lesionato in profondità i tralci e le strutture di sostegno, esponendo ora le piante a un elevato rischio di infezioni fungine e patologie del legno».
Se per la stagione in corso la vendemmia è da considerarsi persa al 100 per cento per l’intera denominazione, le ferite strutturali inferte alle viti ridurranno drasticamente la capacità vegetativa delle piante anche per il prossimo anno, con una flessione già stimata intorno al 40% della futura produzione. Una catastrofe agricola che si estende a macchia d’olio anche sulle coltivazioni di mais, le cui piante sono state letteralmente triturate dal ghiaccio proprio nella fase cruciale della maturazione.
La denuncia sulle reti antigrandine: «Dai bandi regionali nemmeno un euro al nostro territorio»
Ad aggravare il senso di frustrazione del comparto agricolo interviene Sara Paladini, viticolitrice e consigliera comunale a Novara, che punta il dito contro i criteri di assegnazione dei contributi pubblici per la difesa delle colture. Secondo Paladini «dal bando regionale dedicato al finanziamento delle reti antigrandine non è arrivato nemmeno un euro a sostegno delle realtà vitivinicole di questo angolo di Piemonte, poiché il sistema di punteggio e di premialità ha finito per favorire quasi esclusivamente i frutteti e i comprensori territoriali tutelati dall’Unesco, lasciando scoperte e vulnerabili le denominazioni storiche del Novarese».
Il sindaco Celsino Ponti: «Serve un aiuto immediato»
Il sopralluogo ha visto in prima linea il sindaco di Sizzano, Celsino Ponti, al lavoro senza sosta per quantificare i danni a edifici privati, capannoni e strade. Il primo cittadino parla di «una situazione mai vista a memoria d’uomo, con un territorio colpito al cuore sia nelle infrastrutture civili, con un numero elevatissimo di abitazioni scoperchiate e tetti volati via, sia nel settore agricolo, letteralmente raso al suolo dal mais fino al fiore all’occhiello della viticoltura locale».
Ponti ricorda come questa tragedia «si è abbattuta su un comparto già stremato dai lunghi mesi di arsura e dal deficit idrico riconosciuto dalla Regione soltanto pochi giorni fa». Il sindaco ha tenuto a ringraziare la macchina dei soccorsi per l’immediatezza dell’intervento, confermando di aver attivato tutte le procedure formali per avanzare la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale, conditio sine qua non per sbloccare aiuti concreti alle imprese e alle famiglie.
In Regione il consigliere Rossi annuncia un’interrogazione e una mozione
A portare la solidarietà delle istituzioni regionali nei campi di Fara e Sizzano è stato anche Domenico Rossi, segretario regionale e consigliere piemontese del Partito Democratico, che ha incontrato i sindaci e gli agricoltori del territorio. Rossi ha evidenziato come «vedere distrutto il lavoro di un anno in venti minuti rappresenti una ferita profonda per l’intera economia del Piemonte», sollecitando risposte e stanziamenti immediati.








