Cresce la protesta delle famiglie contro la chiusura del Punto di assistenza pediatrica territoriale. A pochi giorni dal 1° ottobre, data in cui il servizio del sabato cesserà sia a Novara sia a Borgomanero, il Comitato Genitori chiede la convocazione urgente della settima commissione consiliare comunale e della quarta commissione regionale.
L’obiettivo è ottenere una proroga del Papt e aprire un confronto sulle risorse necessarie per garantirne la prosecuzione. La proposta avanzata dal comitato è di utilizzare una parte dei 5 milioni di euro con cui la Regione Piemonte ha integrato il fondo destinato alla pediatria di libera scelta, riconoscendo un incentivo ai professionisti disponibili a coprire i turni del sabato.
«Non possiamo restare in silenzio mentre il futuro e la salute dei nostri bambini sono messi a rischio», affermano i promotori della mobilitazione. La petizione lanciata per chiedere il mantenimento del servizio ha intanto raggiunto 3.587 firme.
Il Papt garantisce visite pediatriche il sabato mattina ai bambini e ai ragazzi fino a 14 anni, offrendo una risposta alle problematiche meno gravi che non richiedono l’accesso in ospedale. A Novara l’ambulatorio ha sede in viale Roma 7, mentre a Borgomanero si trova nel poliambulatorio di viale Zoppis 10.
Non è la prima volta che le famiglie si mobilitano. Nell’aprile del 2025 il servizio di Novara era stato sospeso per la mancanza di pediatri disponibili, ma era ripartito il 10 maggio dopo una raccolta firme che aveva superato le 1.600 adesioni. Questa volta, però, la chiusura non riguarda soltanto il territorio novarese: i Papt non sono stati inseriti nel nuovo Accordo integrativo regionale per la pediatria di libera scelta e sono quindi destinati a scomparire in tutto il Piemonte.
Secondo il nuovo modello regionale, l’assistenza pediatrica dovrebbe trovare spazio all’interno della riorganizzazione della sanità territoriale e delle Case di comunità. Al momento, tuttavia, le famiglie denunciano l’assenza di un servizio alternativo già operativo e con caratteristiche analoghe a quelle del Papt.
«Dal primo ottobre i genitori saranno costretti a rivolgersi al pronto soccorso, con il rischio di aumentare ulteriormente gli accessi, oppure a cercare una visita privata, quando disponibile», sostiene il comitato, che richiama anche il problema delle famiglie economicamente più fragili.
La richiesta è dunque di mantenere aperti i Papt funzionanti e di riattivare quelli sospesi, almeno fino alla definizione di una soluzione sostitutiva concreta. «L’attività ambulatoriale pediatrica – sottolineano i genitori – serve a rispondere alle problematiche più comuni e a ridurre il ricorso improprio al pronto soccorso. La salute dei bambini deve venire prima dei bilanci».








