Dal prossimo 1 ottobre, le famiglie del Novarese non potranno più contare sul Punto di Assistenza Pediatrica Territoriale (PAPT). Il servizio, che da oltre dieci anni garantiva l’apertura degli ambulatori pediatrici nella giornata del sabato nelle sedi Asl di Novara e Borgomanero, verrà definitivamente sospeso. La decisione, che chiude un’era per l’assistenza locale, è scaturita da una precisa iniziativa dell’organizzazione sindacale FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), confermata durante un vertice tenutosi lo scorso 16 settembre con i vertici dell’Azienda Sanitaria.
L’Asl Novara ha tentato di mantenere in vita il presidio, proponendo ai medici una soluzione temporanea per coprire almeno il periodo critico tra ottobre 2026 e aprile 2027, in vista dei picchi influenzali e dei malanni invernali. Un tentativo caduto nel vuoto, come spiegato dal direttore generale dell’Asl, Angelo Penna: «Abbiamo voluto confermare la volontà dell’Asl di trovare una soluzione per evitare l’interruzione del servizio, purtroppo non è emersa tra i Pediatri di Libera Scelta una disponibilità a garantirlo ulteriormente».
I rappresentanti della categoria hanno motivato la scelta con «il mutato quadro organizzativo dettato dai nuovi contratti, che impone di orientare l’attività verso il nuovo modello di assistenza territoriale». Penna, ricordando come Novara sia stata pioniera a livello regionale introducendo il PAPT un decennio fa, ha assicurato che «l’Asl proseguirà nell’impegno per attivare le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) pediatriche, favorendo l’ingresso e la presenza dei professionisti nelle nuove Case della Comunità».
Il nuovo modello: meno visite occasionali, più attenzione alle patologie croniche
Dal lato dei professionisti, la chiusura degli ambulatori del sabato non viene letta come un semplice taglio, ma come un’evoluzione fisiologica e strutturale. Domenico Careddu, segretario provinciale FIMP, ha chiarito infatti che «il superamento delle visite “occasionali” del weekend permetterà di concentrare l’impegno dei pediatri sulla presa in carico continuativa di bambini e adolescenti. Il nuovo assetto attribuisce ai medici di famiglia un ruolo strutturato nella gestione delle fragilità e delle patologie croniche, oltre che nella prevenzione e nella diagnosi precoce».
Un tassello fondamentale di questo nuovo paradigma sarà l’educazione sanitaria. L’obiettivo condiviso da Asl e pediatri è fornire ai genitori gli strumenti necessari per riconoscere i sintomi delle patologie più comuni e comprenderne l’evoluzione. In questo modo, le famiglie saranno in grado di distinguere le vere emergenze da quelle situazioni che possono essere gestite in totale sicurezza attendendo la normale ripresa in servizio del proprio pediatra di fiducia. Una maggiore consapevolezza che, nelle intenzioni dei sanitari, eviterà allarmismi e favorirà un utilizzo più appropriato di tutti i livelli della sanità pubblica.








