Un approccio che va oltre la fredda diagnosi clinica per abbracciare l’intera esistenza della persona: dalla scuola al lavoro,fino all’abitare autonomo, alla socialità e al tempo libero. È la complessa sfida del “Progetto di vita“, strumento normativo riconosciuto come diritto fondamentale per le persone con disabilità, al centro del nuovo ciclo di seminari e workshop promosso dal Cisa dell’Ovest Ticino.
L’iniziativa, supportata dal contributo della Regione Piemonte, ha come obiettivo quello di scardinare la vecchia logica puramente assistenziale per costruire una presa in carico che metta nero su bianco desideri, aspirazioni e necessità concrete del singolo individuo.
«Si tratta di uno strumento di coordinamento che riteniamo fondamentale per il futuro – hanno sottolineato la presidente del Cisa Ovest Ticino, Carla Zucco, e la direttrice Valentina Bertone –. Il progetto valuta l’interazione tra la persona e l’ambiente circostante, definendo con precisione le competenze e le responsabilità di ciascun soggetto coinvolto, compresi gli enti del terzo settore. L’organizzazione di questa tre giorni è stata impegnativa,ma siamo certi di offrire un’importante opportunità a chi opera in questo ambito».
Il programma formativo si svilupperà in quattro tappe. Le prime tre giornate, dal 18 al 20 novembre, saranno ospitate nel salone delle conferenze del castello di Sillavengo, mentre l’appuntamento conclusivo è fissato per il 15 dicembre nel salone polivalente di Recetto. A scandire i lavori sarà la referente scientifica Tatiana Falzetti, psicologa e psicodiagnosta dell’area Autismo del Cisa, affiancata da un team multidisciplinare composto da neuropsichiatri infantili, psichiatri, psicoterapeuti, educatori professionali e pedagogisti. Il tavolo di confronto servirà anche a mappare e integrare i sostegni economici e strutturali già attivati sull’Ovest Ticino.








