L’asfalto è steso e immacolato, le barriere di sicurezza sono al loro posto, la segnaletica orizzontale e verticale sembra non attendere altro che il passaggio delle prime vetture. Eppure, le transenne rimangono inesorabilmente abbassate. A certificare quello che per gli automobilisti novaresi ha ormai assunto i contorni della beffa sono le immagini aeree scattate da La Voce di Novara: viste dall’alto, le corsie del nuovo tratto della tangenziale appaiono complete in ogni dettaglio, pronte all’uso. Una cartolina che stride violentemente con la realtà quotidiana di chi si ritrova imbottigliato nelle deviazioni provvisorie e nel traffico cittadino.
A pesare come un macigno sono i numeri di una vicenda infinita. Sono trascorsi sette anni dall’avvio dei cantieri, un lasso di tempo biblico durante il quale annunci, promesse e slittamenti si sono succeduti senza sosta. Dopo la scadenza del 12 settembre andata a vuoto e le recenti rassicurazioni che parlavano di una chiusura dei giochi entro la fine del mese, la sensazione diffusa è che l’infrastruttura sia ostaggio dell’ennesimo stallo formale.
Ciò che esaspera la cittadinanza e le associazioni di categoria non è soltanto l’attesa, ma il silenzio che circonda le ultime battute dell’opera. Da parte di Anas, infatti, continua la tattica della melina: nessuna comunicazione ufficiale, nessun chiarimento sulle ragioni per cui un tracciato all’apparenza concluso non possa essere aperto al transito, nemmeno con limitazioni temporanee, e soprattutto nessuna data certa per il tanto agognato taglio del nastro. Mancano i collaudi definitivi? Si attendono via libera ministeriali o passaggi burocratici di consegna? Interrogativi legittimi ai quali l’ente strade non fornisce risposte, lasciando pendolari e trasportatori nell’incertezza.
Nel frattempo, la pressione sulle arterie secondarie del capoluogo e del territorio resta insostenibile. La tangenziale, pensata per alleggerire i quartieri residenziali dal traffico pesante e per collegare in modo rapido i poli produttivi della provincia, continua a restare una striscia d’asfalto deserta. Un’opera strategica e attesissima che, dopo quasi un decennio di disagi, rischia di tagliare il traguardo non con una festa, ma con la rabbia di una comunità stanca di aspettare chi non sa nemmeno dire quando toglierà i blocchi di cemento.








