Novara, in estate meno abbandoni di animali. Ma l’emergenza sul territorio continua tutto l’anno

Nel corso del 2025, in Italia, sono stati abbandonati tra i 130 e 135 mila animali domestici: un fenomeno che continua a rappresentare una delle principali criticità per associazioni e rifugi. Se da un lato le campagne di sensibilizzazione e gli obblighi di identificazione hanno contribuito a ridurre il tradizionale picco estivo degli abbandoni, dall’altro il problema resta diffuso durante tutto l’anno ed è sempre più legato a difficoltà economiche e sociali delle famiglie. Una situazione che trova riscontro anche nel novarese, dove le associazioni del territorio registrano numeri ancora elevati e lanciano un nuovo appello alla responsabilità.

Un fenomeno in calo ma che rimane preoccupante

Nonostante le campagne di sensibilizzazione, negli ultimi anni i numeri legati all’abbandono di cani non sono diminuiti, anche se migliora la situazione relativa all’estate, come sottolinea il presidente della sezione ENPA di Novara Marco Negrini: «Per quanto riguarda i cani il numero è stazionario, e da queste parti non si verifica più un picco che coincide con la stagione estiva. La maggior parte degli arrivi poi sono cani chippati, e negli ultimi anni il Comune di Novara richiede che i proprietari consegnino la documentazione adeguata che comprovi i motivi per cui le famiglie vogliono cedere l’animale».

Ma quali sono i numeri di questo 2026? «Dal primo gennaio sono arrivati 46 cani trovati vaganti per la strada, la maggior parte adulti, dei quali 22 sono stati restituiti al proprietario. Il dato preoccupante però è che 8 di questi sono stati sottratti alle famiglie per casi sociali di detenzione non idonea, una cifra pari a quasi il 18% totale dei casi».

Se quindi da un lato l’emergenza estiva sembra essere meno preoccupante rispetto alle annate precedenti, dall’altro il problema coinvolge l’anno nella sua interezza. A parlare delle cause è Emanuela Zonca, presidente della sezione di Novara di ANPANA Odv: «Si tratta di un problema nato durante la pandemia: tante persone hanno perso il lavoro, con le famiglie che hanno avuto problemi economici successivi. L’aumento dei prezzi dell’ultimo periodo ha poi dato la stangata finale». Un problema che ha coinvolto soprattutto le famiglie che già avevano animali domestici in casa: «Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che si sono trovate in situazioni problematiche, come appunto perdita del lavoro o sfratto, e che già avevano animali in casa».

Ma le problematiche si allargano anche ad altri fattori: «Ora è più difficile trovare affitti che permettano di avere animali in casa, perché i proprietari sono meno propensi in questo senso. Poi ci sono i casi di chi va all’estero, o delle persone che “ereditano” l’animale da un genitore deceduto e non sono pronti ad accoglierlo», prosegue Zonca.

Non solo cani: il problema dell’abbandono di gatti

I problemi riguardanti l’abbandono, però, non coinvolgono solamente i cani. Rimangono alti, infatti, i numeri legati all’accoglienza dei gatti da parte delle associazioni: «Dal 1° gennaio sono arrivati 67 gatti nelle nostre strutture, una quindicina adulti, ma per la maggior parte cuccioli», spiega Negrini.

Proprio i cuccioli rappresentano il grande problema dell’estate, come sottolinea Irene Fioratto, vice presidente dell’Oasi Felina Trecate Odv: «Rispetto agli anni scorsi i cuccioli arrivano tutto l’anno, a partire da aprile, ma in estate aumenta sensibilmente il numero di gatte abbandonate, spesso già incinta o poco dopo la cucciolata». Animali che, in questo caso, non vengono però portati in struttura: «Si tratta perlopiù di abbandoni per la strada, con gli animali che vengono portati in Oasi grazie alle segnalazioni. Spesso, durante il periodo estivo, vengono però abbandonati anche gatti adulti, che essendo abituati alla vita domestica fanno molta fatica ad adattarsi», aggiunge Fioratto.

Nonostante le normative della Regione Piemonte, che dal 1° gennaio 2025 ha reso obbligatori i microchip anche per i gatti, il fenomeno per ora non sembra essere contenuto: «I numeri rimangono piuttosto alti – commenta Negrini -, e i primi risultati tangibili si potranno vedere solo tra qualche anno».

Gli appelli delle associazioni

Anche quest’anno, il messaggio delle associazioni del territorio è uno soltanto: avere responsabilità quando si compie la scelta di adottare un animale. «Prendersi cura di un animale comporta non solo un impegno a livello di tempo, ma anche di spese economiche. Per questo bisogna essere davvero pronti quando si sceglie di adottare, proprio come una giovane coppia aspetta il momento giusto prima di mettere su famiglia», sottolinea Zonca.

«Bisogna sempre cercare di adottare in canile, quando possibile, e soprattutto trovare l’animale giusto in base alle proprie esigenze. Per questo come associazione noi dell’ENPA facciamo compilare un questionario pre-affido, che funge sia da garanzia che da strumento per indicare l’animale più adatto alla famiglie», aggiunge Negrini.

Infine, prima di pensare alla cessione dell’animale, è sempre il caso di cercare soluzioni alternative: dai rifugi per cani, in aumento sul nostro territorio, a dog sitter (e più in generale pet sitter) specializzati che possono aiutare le famiglie nel periodo delle vacanze.

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