Definire il futuro di Novara partendo dall’analisi rigorosa dei dati urbani e dalle coperture economiche, anziché dalla consueta corsa al nome del candidato sindaco o dal risiko delle coalizioni. Con questa premessa è stato formalmente costituito il comitato promotore di “Progetto Novara 2027”, un nuovo soggetto civico che si inserisce nel dibattito sul post-Canelli proponendo un metodo di lavoro radicalmente rovesciato rispetto alla politica convenzionale.
L’iniziativa, sbocciata in primavera attraverso un primo manifesto d’intenti e strutturatasi ufficialmente nelle scorse settimane, è nata, a detta degli organizzatori «come risposta civile al timore di un possibile vuoto amministrativo al termine dell’attuale mandato». Tra i promotori che hanno dato il via alla fase operativa figurano Ruben Cortese, Gianluca Castaldi, Vittorio De Marchi, Francesco Notaro e Angelo Rossi, affiancati da professionisti, esperti e cittadini decisi a costruire un’alternativa concreta per Palazzo Cabrino.
Il metodo capovolto: prima le coperture e i progetti, solo alla fine i nomi e il logo
La linea di demarcazione tracciata dal comitato è chiara: «prima si aggregano le persone intorno ai temi, poi si scrive un programma verificabile e, solo al termine di questa maturazione, si decideranno il nome definitivo della lista, la veste grafica e i profili dei candidati» hanno fatto sapere in una nota di risposta alle domande della redazione.
Per evitare il tradizionale libro dei sogni elettorale, «il lavoro è stato affidato a tavoli tematici compatti e autonomi. La regola d’ingaggio stabilisce che una proposta possa essere inserita in programma esclusivamente se rispetta precisi criteri di scientificità. Ogni progetto deve poggiare su dati reali, indicare una stima di copertura economica credibile e dimostrare la propria attuabilità portando come riferimento esempi di successo già testati e funzionanti in altre città italiane o europee» hanno aggiunto.
Da settembre il confronto sui temi: sicurezza, sviluppo e sfida climatica
L’ossatura del lavoro si articolerà intorno a quattro direttrici strategiche indicate nel manifesto fondativo: lo studio tecnico come antidoto all’improvvisazione amministrativa, il rilancio della comunità e della cura dello spazio pubblico, la sinergia tra università, scuola e imprese per trattenere i talenti sul territorio e una riforma della macchina comunale che punti a digitalizzazione e rapidità nei servizi ai cittadini.
All’interno di questa cornice, i tavoli tematici sono già operativi sulle prime criticità cittadine, confrontandosi su dossier chiave come lo sviluppo economico, la sicurezza, l’aggregazione sociale, la riqualificazione urbana e le strategie per affrontare la gestione del verde e del calore urbano. Le singole proposte elaborate in queste settimane verranno poi sottoposte a una votazione interna per entrare a far parte del nucleo programmatico ufficiale.
Né a destra né a sinistra: «Alleanze solo su punti inderogabili»
Sul piano del posizionamento istituzionale, il comitato sceglie per ora una «rigorosa equidistanza dai blocchi tradizionali, muovendosi all’interno del perimetro dei valori della democrazia liberale e ripudiando ogni forma di estremismo e di linguaggio d’odio». I promotori hanno chiarito che «l’obiettivo immediato non è occupare una casella di schieramento, ma lavorare senza vincoli ideologici per attrarre intelligenze ed energie libere che oggi si sentono escluse dalle logiche di partito».
Un approccio di totale indipendenza che guiderà anche i futuri assetti elettorali: «il comitato aprirà il dialogo con le altre forze politiche cittadine solo dopo aver blindato il proprio programma, subordinando qualsiasi eventuale alleanza di coalizione al pieno rispetto di un pacchetto di priorità inderogabili» hanno precisato.
La marcia di avvicinamento al 2027 entrerà nel vivo a partire da settembre, quando il movimento porterà i propri gazebo nelle piazze novaresi per avviare il confronto diretto con la cittadinanza e avviare in parallelo una campagna di raccolta fondi trasparente tra privati, gettando le basi per la successiva costruzione formale della lista civica.








