Ripensare la natura all’interno degli spazi cittadini non come un semplice elemento di abbellimento estetico, ma come una vera e propria infrastruttura capace di garantire il benessere della comunità e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. È questo l’ambizioso obiettivo del convegno intitolato “Verde urbano, ambiente, paesaggio tra governance e territorio“, promosso dall’Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola. L’appuntamento è fissato per la mattinata di mercoledì 7 ottobre, dalle 9 alle 13.30, all’Arengo del Broletto di Novara.
L’iniziativa, coordinata dalla commissione Verde e Paesaggio dell’Ordine e forte del patrocinio del Ministero dell’Ambiente e dell’Ispra, si propone di fare il punto sulle nuove sfide della pianificazione territoriale. «Si tratta di un’occasione per confrontarsi e riflettere sul tema del verde pubblico urbano, infrastruttura strategica fondamentale per le città con importanti ricadute sulla qualità ambientale e sulla resilienza climatica», hanno spiegato il presidente dell’Ordine, Matteo Gambaro, e la coordinatrice della commissione, Monica Botta. L’intento degli organizzatori è fornire ai professionisti e agli amministratori locali una lettura integrata tra le norme vigenti, gli strumenti tecnici a disposizione e le reali applicazioni operative.
I lavori della mattinata, introdotti dall’architetto Botta, si articoleranno in due momenti di approfondimento. La prima sessione allargherà lo sguardo alla macro-scala europea e nazionale, analizzando le direttive comunitarie sul ripristino della natura. Il dibattito vedrà alternarsi al microfono Antonio Nicoletti di Legambiente, Anna Chiesura dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e Maria Chiara Pastore del Politecnico di Milano. La seconda parte dell’incontro sposterà invece il focus sulla dimensione prettamente locale e sulla redazione dei piani comunali del verde, portando all’attenzione della platea novarese le esperienze dirette e i casi studio virtuosi delle città di Empoli, Bergamo e Rimini, illustrati rispettivamente dagli esperti Cristiana Favretto, Mario Carminati e Filippo Piva.
Il passaggio più atteso a livello locale sarà però la presentazione di un’approfondita indagine conoscitiva, condotta negli scorsi mesi dalla stessa commissione Verde e Paesaggio, sulle reali attività di pianificazione attuate dalle amministrazioni del territorio. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i Comuni di Novara, Cameri, Oleggio, Trecate, Galliate, Borgomanero, Verbania, Omegna e Domodossola.
«Il valore di questo lavoro non è soltanto nella fotografia dello stato attuale, ma soprattutto nella possibilità di costruire, a partire da questi dati, una rete tra enti, amministrazioni, professionisti e realtà del territorio», ha rimarcato l’architetto Botta sottolineando l’unicità del contesto geografico locale. «Il nostro territorio è infatti un patrimonio complesso e straordinario, che dalle città arriva fino al lago, attraversa i paesaggi di risaia e collinari fino ad aprirsi verso la montagna. Mettere in relazione competenze, esperienze e progettualità diverse può aiutarci a sviluppare una maggiore attenzione verso questi luoghi e a costruire insieme strategie più consapevoli per la loro cura, valorizzazione e futuro» hanno concluso dall’Ordine.








