VIDEO – Città della Salute, tempi e costi tornano in bilico: possibile una nuova revisione del piano finanziario

La Città della Salute di Novara punta ancora all’apertura del cantiere nel 2027, ma sul percorso verso l’avvio dei lavori restano alcune variabili che potrebbero incidere sui tempi e, soprattutto, sui costi. Dalla procedura ambientale alle prescrizioni della Conferenza dei servizi fino alla possibile revisione del Piano economico-finanziario: sono i nodi emersi questa mattina a Torino dall’audizione del commissario straordinario Marco Corsini in in commissione regionale.

Un quadro che introduce nuovi elementi di incertezza rispetto al cronoprogramma indicato negli ultimi mesi. Dopo l’aggiudicazione della concessione, nell’estate 2025 era stato annunciato l’avvio dei lavori entro la fine del 2026 e la conclusione quattro anni più tardi. A febbraio 2026, con la nomina di Corsini a commissario, il calendario era già stato aggiornato: conclusione della Conferenza dei servizi, redazione del progetto con le integrazioni richieste entro la fine dell’anno, apertura del cantiere nell’estate 2027 e quattro anni di lavori, con conclusione nell’estate 2031. Alla firma del contratto, il 30 aprile, lo stesso Corsini aveva indicato l’avvio dei lavori entro l’estate del prossimo anno.

Ora proprio alcuni dei passaggi che precedono il cantiere potrebbero incidere su quel calendario.

Il primo riguarda la procedura ambientale. Secondo quanto riferito durante l’audizione, una delle variabili è rappresentata dalla decisione che dovrà essere assunta in merito allo screening ambientale e all’eventuale assoggettamento del progetto alla Valutazione di impatto ambientale. Se fosse necessaria una Valutazione di impatto ambientale (VIA) ordinaria, i tempi si allungherebbero. Anche nello scenario più favorevole, con la conclusione della Conferenza dei servizi all’inizio del 2027 e senza il passaggio alla VIA, serviranno ulteriori mesi per arrivare al perfezionamento del contratto definitivo sulla base delle indicazioni emerse dalla Conferenza.

Ci sono poi le prescrizioni formulate dagli enti coinvolti nel procedimento. Tra queste quelle della Soprintendenza sugli aspetti di tutela archeologica e sui vincoli paesaggistici, che dovranno essere valutate e recepite dalla struttura commissariale e dagli uffici comunali e potrebbero determinare modifiche alla progettazione.

Ma il passaggio potenzialmente più rilevante riguarda il Piano economico-finanziario (PEF). Il costo del nuovo ospedale è già passato dai 419 milioni del precedente quadro economico agli attuali 530 milioni di euro, dei quali circa 200 milioni di finanziamento statale, 10 milioni regionale e 331 milioni di capitale privato. L’aggiornamento era stato approvato nel 2024 dopo l’aumento dei costi di costruzione e delle materie prime.

Adesso potrebbe rendersi necessario un nuovo intervento sul PEF. Secondo quanto riferito dal Corsini, gli eventuali maggiori oneri derivanti dalle prescrizioni della Conferenza dei servizi e dal passaggio al progetto esecutivo non potrebbero infatti essere posti contrattualmente a carico del concessionario. Per ristabilire l’equilibrio economico-finanziario le possibilità indicate sono l’allungamento della concessione, l’aumento dei canoni sostenuti dalle aziende sanitarie oppure un incremento del contributo pubblico.

Quest’ultima ipotesi sarebbe al momento quella considerata più percorribile, attraverso un adeguamento dell’accordo di programma con il ministero della Salute. Significherebbe però aumentare ulteriormente la quota sostenuta dallo Stato per un’opera il cui quadro economico ha già conosciuto un incremento di oltre 110 milioni rispetto ai 419 milioni precedentemente previsti.

«Esco dalla commissione con la consapevolezza che, al di là delle rassicurazioni, la Città della Salute deve ancora superare passaggi amministrativi, tecnici ed economici delicati, che potrebbero incidere sia sui tempi sia sui costi dell’opera – commenta il consigliere regionale Domenico Rossi –. L’attenzione e la vigilanza dovranno restare altissime, perché l’obiettivo è arrivare alla cantierizzazione senza ulteriori rinvii e senza un’esplosione della spesa pubblica».

Per il consigliere regionale il nodo principale è proprio quello finanziario. «Abbiamo già visto in passato quanto tempo possa richiedere la modifica del Piano economico-finanziario: ogni revisione ha comportato mesi, se non anni, di lavoro e di incertezza. Oggi rischiamo di riaprire una partita che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. E il tema è ancora più delicato considerando che nel 2027 potrebbero cambiare gli interlocutori istituzionali al Ministero della Salute, con il rischio di un nuovo periodo di stallo».

L’obiettivo dell’apertura del cantiere nel 2027, dunque, resta formalmente sul tavolo. Ma il rispetto del cronoprogramma dipenderà dall’esito della procedura ambientale, dalle prescrizioni che confluiranno nel progetto e, soprattutto, dalla loro incidenza sull’equilibrio economico-finanziario dell’intervento.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore