La nomina di Daniela Cameroni in Regione e la gestione della mozione di sfiducia al vicesindaco Ivan De Grandis diventano il punto di caduta dello scontro interno al centrodestra novarese. Il gruppo consiliare Alleanza Novarese, nato dalla fuoriuscita di tre ex esponenti di Fratelli d’Italia, rompe gli indugi e attacca frontalmente il partito.
Da una parte, la seduta fiume in consiglio comunale che ha visto la maggioranza respingere la mozione di sfiducia a De Grandis, sostenuta anche dagli stessi ex alleati. Dall’altra, la recente nomina dell’assessora regionale Cameroni, compagna del senatore Gaetano Nastri. Due episodi che, secondo Alleanza Novarese, «confermano, ancora una volta e senza più veli, la motivazione politica all’origine del gruppo».
Il riferimento è diretto anche al rifiuto della maggioranza di votare a scrutinio segreto la mozione di sfiducia all’assessore allo Sport. Una scelta che, per gli ex consiglieri di Fratelli d’Italia Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli, rivela tensioni interne mai sopite.
«Il timore manifestato dalla maggioranza – scrivono – non solo la indebolisce, ma rivela al suo interno un malcontento evidente, che nessun artificio procedurale né disciplina di facciata può più nascondere».
Ma è soprattutto sulla partita regionale che il tono si fa più duro. La nomina di Cameroni viene letta come il simbolo di un sistema chiuso: «Non è bastato un posto sicuro nel listino blindato alle elezioni regionali del 2024 – si legge nella nota – si è dovuto aggiungere un ulteriore premio: un assessorato con deleghe strategiche, come quella all’Università».
Un passaggio che sfocia in un’accusa esplicita: «Una politica piegata al “familismo” e all’“amichettismo”, nella quale le nomine scorrono con disarmante facilità, alla faccia della meritocrazia».
Parole che segnano una distanza netta, pur senza una rottura definitiva: «Alleanza Novarese resta nella compagine di centrodestra, ma non sarà complice di scelte errate, sia sul piano politico-amministrativo che etico».
Intanto, sul piano amministrativo, la posizione del vicesindaco De Grandis resta sotto pressione. Per giovedì è convocata una commissione consiliare, richiesta dalle minoranze, sulla situazione debitoria delle società sportive. Un tema già approdato in aula con un’interrogazione dell’opposizione, ma rimasto senza risposte puntuali: De Grandis non aveva indicato i nomi delle società coinvolte. Ora le minoranze tornano alla carica chiedendo maggiore trasparenza.
Segno che, al di là dello scontro politico, il caso resta aperto. E che la frattura nel centrodestra novarese, già emersa nelle scorse settimane, continua ad allargarsi.







