«Sette anni di cantieri e un’intera comunità lasciata al buio». Inizia con queste parole la dura presa di posizione di Federconsumatori Novara in merito alla situazione della statale 703, la tangenziale di Novara. I lavori per il completamento dell’ultimo e fondamentale tratto stradale, destinato a mettere in collegamento la SS32 (Ticinese) e la SP299 (per Alagna), sono partiti nel lontano 2019 e, a estate 2026 inoltrata, risultano ancora incompiuti.
Un ritardo che, secondo l’associazione a tutela dei cittadini, non è «più tollerabile». Si tratta infatti di un’infrastruttura vitale, concepita e finanziata per alleggerire dal traffico pesante l’intera zona nord del capoluogo, ma che si è trasformata negli anni in un iter estenuante, segnato da promesse disattese.
Il valzer dei rinvii e l’impatto sulla città
La cronistoria tracciata da Federconsumatori evidenzia una situazione critica: l’apertura, inizialmente programmata per la primavera del 2024, è stata prima posticipata al tardo autunno del 2025, per poi essere genericamente ricalendarizzata entro l’estate del 2026. A oggi, denunciano i referenti dell’associazione Antonio Marsigliese e Matteo Ferrari Zanolini, «l’opera non è stata consegnata e le autorità sembrano trincerate dietro un silenzio assordante».
I disagi quotidiani subiti dai residenti e dai pendolari sono pesantissimi. Il mancato completamento di questo snodo provoca, secondo i due referenti, «il collasso sistematico della viabilità urbana». Mezzi pesanti e TIR, impossibilitati a percorrere la statale e bloccati dalle rampe intercluse, si riversano forzatamente nelle vie cittadine, paralizzando rotonde e snodi cruciali con code chilometriche negli orari di punta. Una congestione che fa impennare i livelli di inquinamento, compromettendo la qualità dell’aria.
A far scattare la rabbia è anche la mancanza di risposte. «A dimostrazione dello stallo – ha sottolineato l’associazione – nel corso del 2026 i provvedimenti ufficiali si sono limitati a ordinanze di routine, come chiusure temporanee o riduzioni di carreggiata. Nessun ente di vigilanza – dal comune alla provincia, fino a regione e prefettura – ha fornito comunicazioni chiare dopo l’ultimo vago annuncio di rinvio dello scorso novembre. Di qui la richiesta perentoria: chiarire i motivi dei ritardi e fornire una data certa.
La replica di Anas: «Lavori alle battute finali»
A fronte della dura levata di scudi di Federconsumatori, non si è fatta attendere la risposta di Anas. Contattata per chiarire lo stato dell’arte del cantiere, la società ha fornito un aggiornamento rassicurante attraverso il proprio ufficio stampa, confermando che l’attesa dovrebbe essere ormai giunta al termine.
Dall’azienda fanno sapere che i lavori per il completamento del raccordo sono alle battute finali. Attualmente gli operai sono concentrati sulle operazioni di rifinitura necessarie a garantire la viabilità: si stanno posizionando le barriere di sicurezza, stendendo l’asfalto sulle rampe di immissione e tracciando la segnaletica orizzontale. Interventi conclusivi e indispensabili per poter permettere la riapertura dell’infrastruttura in condizioni di massima sicurezza per gli automobilisti.
La speranza della cittadinanza è che queste lavorazioni di fino si concludano al più presto, mettendo definitivamente la parola fine a un cantiere durato sette anni e restituendo respiro alla viabilità novarese.








