Erano stati gli uomini della Guardia di Finanza di Novara, che stavano facendo un servizio di controllo specifico, a notare un’auto che, poco dopo la mezzanotte di una sera di giugno di tre anni fa, si era fermata in una via di Romentino; dall’auto era scesa una donna che, con aria circospetta, si era diretta verso un’abitazione. L’avevano fermata, identificata – si trattava di una 31enne di nazionalità marocchina residente a Borgosesia – e perquisita e nelle tasche dei pantaloni avevano trovato un involucro contenente poco più di 54 grammi di cocaina.
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Alla guida dell’auto un suo connazionale, all’epoca dei fatti 42enne residente al campo Tav. Nell’imminenza dei fatti i due avevano dato versioni diverse: la donna aveva riferito di aver accompagnato il 45enne a Milano, dove aveva acquistato la cocaina che poi aveva affidato a lei per la consegna.
Di contro lui aveva negato con forza gli addebiti sostenendo di aver solo accompagnato a Milano la donna a fare una commissione, visto che a volte faceva il “tassista” per i suoi connazionali, ma di non sapere assolutamente cosa dovesse andare a fare. Poi al rientro, a Romentino, erano stati fermati dalla Finanza.
Per i due era scattato l’arresto con l’accusa di spaccio in concorso.
Davanti al gup lui ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato ed è stato condannato a 10 mesi; lei invece ha patteggiato la pena di 2 mesi in continuazione con una precedente sentenza per spaccio.







