L’intelligenza artificiale bussa sempre più insistentemente alle porte degli ambulatori e l’Ordine dei Medici ha risposto organizzandosi. È nato infatti un progetto pionieristico per l’insediamento di una commissione permanente interamente dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito medico.
L’organismo andrà a operare su un territorio vasto che comprende il Piemonte e la Valle d’Aosta, rendendo a tutti gli effetti il progetto il primo caso in Italia di una commissione di respiro interregionale. A ideare il progetto e a ricoprire il ruolo di coordinatore della commissione è il dottor Daniele Angioni, attuale consigliere dell’Ordine di Novara.
L’obiettivo: regole chiare e un “cappello” deontologico
Le finalità del nuovo organismo sono state chiarite con precisione dallo stesso ideatore. Il dottor Angioni ha spiegato che «lo scopo principale è quello di dare vita a una struttura permanente capace di trasformare gli attuali indirizzi generali sull’IA in strumenti pratici, accrescendo la conoscenza dei bisogni e fornendo risposte vicine agli iscritti». La volontà dichiarata è quella di «lavorare in stretta prossimità dei professionisti per raccogliere i problemi reali, traducendo le direttive nazionali in strumenti concretamente utilizzabili e coordinando le risposte tra le diverse province».
«L’unicità della Commissione – ha ribadito Angioni – risiede proprio nella sua solida struttura, che unisce ben nove Ordini e due regioni sotto una visione comune e un mandato permanente, andando così a colmare lo spazio vuoto che divide i principi teorici dalla pratica quotidiana. Inoltre, il progetto punta a dare un fondamentale inquadramento deontologico e ordinistico a un tema di tale importanza, evitando che la formazione in materia resti esclusivamente in mano a società private».
Le fasi operative: prima il sondaggio, poi le regole da seguire
Il lavoro pratico della commissione prenderà il via con un sondaggio mirato, progettato per mettere in relazione tre dimensioni distinte e misurabili. La prima dimensione indagherà l’utilizzo reale degli strumenti di IA, analizzandone la frequenza, le finalità, i contesti professionali, le modalità di verifica e la tipologia di dati inseriti. La seconda valuterà la competenza percepita, ovvero quanto il singolo professionista ritenga di conoscere e utilizzare in modo corretto questi sistemi tecnologici. La terza dimensione misurerà infine la competenza oggettiva, verificando conoscenze specifiche su temi cruciali come le allucinazioni dell’IA, i bias, la privacy, l’anonimizzazione dei dati, la supervisione, la validazione delle fonti e la responsabilità finale.
Il secondo e fondamentale passo consisterà nella stesura di un vademecum destinato a tutti i medici e gli odontoiatri della Federazione. Questo manuale fornirà una base comune su molteplici aspetti operativi, definendo innanzitutto gli usi organizzativi, formativi e documentali considerati a rischio relativamente basso.
Allo stesso tempo, si occuperà di inquadrare le attività clinicamente rilevanti in cui è obbligatoria la verifica sul dato sorgente e di delineare quelle responsabilità e attività che il medico non può assolutamente delegare a un algoritmo. Il vademecum stabilirà inoltre le regole per la protezione dei dati sanitari tramite piattaforme autorizzate, per la verifica accurata di fonti e citazioni e per la ricerca attiva di omissioni ed errori. Infine, il documento garantirà la trasparenza verso il paziente, assicurando la completa tracciabilità e fornendo una checklist minima da compilare prima di impiegare professionalmente qualsiasi sistema di intelligenza artificiale.







