Fontaneto insignita della Medaglia d’Oro: il sindaco celebra il coraggio e la forza delle donne della Cacciana

Un’onorificenza appuntata idealmente sul petto di un’intera comunità, a perenne ricordo di chi ha saputo resistere alle atrocità del passato per costruire un futuro di pace. Il comune di Fontaneto ha celebrato oggi il solenne conferimento della Medaglia d’Oro al Merito Civile, un traguardo istituzionale che si è trasformato in un momento di profonda riflessione collettiva.

Un simbolo vivo di libertà e democrazia

A farsi portavoce del sentimento cittadino è stato il sindaco Claudio Teruggi, che nel suo discorso ufficiale ha voluto subito chiarire il peso specifico di questo riconoscimento. «La medaglia – ha sottolineato il primo cittadino -non è un semplice orpello da sfoggiare nelle occasioni ufficiali, ma un simbolo vivo di libertà, democrazia e impegno civile, fari che continuano ancora oggi a guidare la comunità fontanetese».

«Ricordare i fatti del passato è un dovere imprescindibile, non soltanto per rendere il giusto e doveroso omaggio alle vittime cadute, ma anche per mantenere costantemente viva una memoria collettiva che rappresenta, a tutti gli effetti, un valore etico e civile fondante per il nostro presente» ha aggiunto.

Il dramma della Cacciana: l’incendio del 1944

Il cuore dell’intervento si è poi concentrato su una delle ferite più profonde e dolorose della storia locale: la brutale distruzione della frazione Cacciana. Nel settembre del 1944, per punire l’opposizione al regime, le milizie nazifasciste diedero innesco a un tremendo incendio per rappresaglia, un immane rogo che devastò il piccolo borgo agricolo mettendo in ginocchio la popolazione.

Un evento drammatico che, nelle parole del sindaco, «rappresenta ancora oggi una testimonianza tangibile e concreta delle conseguenze devastanti portate dalla guerra e dall’oppressione. Proprio le macerie materiali e morali lasciate da quell’eccendio impongono il dovere assoluto di tramandare il racconto di quei giorni alle giovani generazioni, affinché abbiano gli strumenti per comprendere il prezzo della libertà di cui godono oggi».

Le vere eroine: le donne della ricostruzione

Ma il conferimento della Medaglia d’Oro è stato anche l’occasione per accendere i riflettori su una straordinaria pagina di resilienza e coesione sociale. Durante quei giorni di orrore, la comunità di Fontaneto dimostrò un’incredibile forza, guidata da protagoniste assolute e silenziose: le donne della Cacciana.

Il sindaco ha voluto rendere un tributo al loro ruolo fondamentale. «Davanti al paese in fiamme, le donne parteciparono attivamente alle decisioni cruciali per la sopravvivenza stessa della comunità, compiendo una scelta di enorme maturità: decisero di evitare a ogni costo uno scontro armato frontale, con il solo e nobile scopo di proteggere le vite umane dei loro concittadini da un inevitabile bagno di sangue. Subito dopo, furono proprio loro a farsi carico dell’immane fatica della ricostruzione fisica e morale del paese, pezzo dopo pezzo» ha ricordato.

Il loro contributo rappresenta un esempio fulgido di forza, spirito di sacrificio e lungimiranza. Un modello che, ha concluso il sindaco «è ancora oggi di grandissima ispirazione e ci spinge a trasmettere un messaggio inequivocabile di memoria, responsabilità e continuo impegno civile».

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.