Affrontare una patologia cronica e convivere con una malattia inguaribile rappresenta uno dei momenti più complessi, spaventosi e dolorosi nella vita di una persona. I sintomi fisici si intrecciano in modo inestricabile con l’angoscia emotiva, la depressione e la paura dell’ignoto. Per alleviare il carico di questa sofferenza a 360 gradi, l’ospedale Maggiore ha deciso di affiancare ai tradizionali trattamenti farmacologici uno strumento innovativo: la realtà virtuale.
Il nuovo progetto di supporto ai pazienti nasce dalla stretta collaborazione tra la struttura di cure palliative, diretta dalla dottoressa Elvira Catania, la psicologia clinica, guidata dal dottor Luca Binaschi, e l’associazione di volontariato IdeaInsieme.
Da videogioco a strumento clinico: come funziona
Da semplice forma di intrattenimento videoludico, la realtà virtuale si è progressivamente trasformata in un vero e proprio presidio sanitario validato da numerosi studi scientifici. L’esperienza immersiva offerta dai visori agisce su più fronti per supportare il benessere complessivo del paziente e della sua rete affettiva, articolandosi in tre direzioni principali.
In primo luogo, la tecnologia interviene direttamente sulla percezione del dolore fisico. Attraverso il meccanismo della “distrazione attentiva”, la realtà virtuale coinvolge simultaneamente diversi canali sensoriali e cognitivi del paziente. Questo processo sottrae letteralmente risorse mentali alla percezione dello stimolo nocicettivo, favorendo una diversa e più sopportabile elaborazione del dolore. Le ricerche dimostrano in questo senso che le immersioni in paesaggi naturali e rilassanti risultano particolarmente efficaci.
In secondo luogo, lo strumento si rivela prezioso per la gestione del dolore emotivo offrendo l’opportunità di “evadere” temporaneamente dalla clinica e dalla condizione di sofferenza, permettendo al paziente di immergersi in ambienti familiari o di “visitare” luoghi a lungo desiderati. Questo viaggio virtuale stimola sensazioni positive, regola l’ansia e restituisce alla persona un fondamentale senso di integrità e dignità individuale.
Infine, c’è un importante contrasto alla solitudine. Condividere con i propri cari l’esplorazione di nuovi spazi o la visione di luoghi noti favorisce la vicinanza affettiva e permette di costruire nuovi ricordi condivisi. Un patrimonio inestimabile che diventa di grande aiuto anche per il successivo processo di elaborazione del lutto da parte della famiglia.
I ringraziamenti ai donatori
La realizzazione pratica di questo progetto porta la firma del grande cuore dei novaresi.
«Un sentito ringraziamento va alle famiglie Zanotti e Busti – ha dichiarato la dottoressa Elvira Catania –. Edgardo e Donatella non solo hanno promosso, attraverso la loro passione per i viaggi, l’idea del progetto, ma tramite l’associazione IdeaInsieme hanno anche reso possibile, con una generosa donazione, l’acquisto del materiale necessario. Grazie a questo contributo disponiamo oggi di un nuovo strumento per offrire cure sempre più attente ai bisogni dei pazienti».
Un plauso all’iniziativa è arrivato anche dal direttore generale Stefano Scarpetta: «L’introduzione della realtà virtuale rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica possa integrarsi nei percorsi di accompagnamento e cura nelle fasi più delicate della vita. Il Maggiore è da sempre attento a promuovere soluzioni innovative per migliorare gli standard di assistenza. Ai donatori e ai professionisti esprimo la riconoscenza dell’Azienda per la sensibilità dimostrata».







