Mario Grella

Almeno qualche volta…

Si erano paventate defezioni di massa, fughe dalla scuola, li avevano dipinti come una massa di assenteisti, fannulloni e anche un po’ codardi. Forti del

Un divano a Tunisi

L’idea era sicuramente stimolante: una giovane e bella psicanalista francese di origine tunisina, Selma Derwish, torna in patria e decide di esercitare la professione alla

On the Bridge Cello Ensemble

Parlare di musica, come diceva Frank Zappa, è un po’ come “ballare di architettura”, il che significa che la musica va precipuamente ascoltata, ma per

Della gentilezza e del coraggio

Non avevo mai pensato che gentilezza e coraggio potessero essere pensate come due facce della stessa medaglia. Nel mio immaginario ho sempre pensato che le

Miss Marx

Speravo che il film di Susanna Nicchiarelli fosse qualcosa di diverso dalla copia di “Downton Abbey” di Michael Engler (che era già brutto di suo),

Mario Grella

Almeno qualche volta…

Si erano paventate defezioni di massa, fughe dalla scuola, li avevano dipinti come una massa di assenteisti, fannulloni e anche un po’ codardi. Forti del loro stipendio sicuro, delle loro diciotto ore di cattedra, dei famigerati tre mesi di vacanza, sono stati spesso criticati, bistrattati, insultati e qualche volta anche

Un divano a Tunisi

L’idea era sicuramente stimolante: una giovane e bella psicanalista francese di origine tunisina, Selma Derwish, torna in patria e decide di esercitare la professione alla periferia di Tunisi dove è cresciuta. Il divano di Selma (che evoca naturalmente il divano di Freud), sostituisce l’hamman, luogo di rilassamento fisico, mentale e

Teho Teardo chiude l’edizione zero di Nu Festival

Teho Teardo chiude l’edizionw zero di Nu Festival. Come Johannes Baader, che si definiva “over-dada” e che scriveva lettere al Kaiser e a Gesù Cristo, da vero vetero-dadista, anche Teho Teardo, scrisse a Man Ray, l’uomo-raggio, come lo chiamò nella lettera. Gli scrisse per annunciare, con molto garbo e tatto,

Paolo Fresu riscopre Isabella Leonarda sull’altare di San Gaudenzio

Diciamolo subito, quando Paolo Fresu mette mano alla tromba o al filicorno, qualsiasi spartito interpreti, il risultato è la musica di Paolo Fresu e non altro. Questo potrebbe essere anche un limite, quello dato dalla forte impronta artistica di un musicista che quasi finisce col far passare in secondo piano

Nu Festival accende il Borsa con Ricciarda Belgiojoso e Walter Prati

Lo avevano promesso Corrado Beldì e Ricciarda Belgiojoso (direttrice artistica) alla presentazione di “Nu Arts and Community”, tanta musica lontana dal jazz. E la promessa è stata (in parte) mantenuta, almeno per questa quarta sera di festival. Quando vidi la prima volta la copertina di “A Rainbow in curved air”

Nu Festival, dalle “Variazioni furiose” alla “Pastorale”

Perché  esattamente fosse furioso Orlando, non mi è mai stato chiaro; forse perché leggendo il testo, della “furia” resta solo la traccia semantico-linguistica, ma non certo espressa in gesto, voce, mimica. Ci sarebbe voluto qualcuno che Orlando lo “interpretasse” proprio come fece fare Luca Ronconi a Massimo Foschi al Festival

On the Bridge Cello Ensemble

Parlare di musica, come diceva Frank Zappa, è un po’ come “ballare di architettura”, il che significa che la musica va precipuamente ascoltata, ma per chi non avesse ascoltato ieri sera la Teatro Faraggiana di Novara l’On the Bridge Cello Ensemble, ottetto di giovani violoncellisti, proverò a parlarne, magari cominciando

La rassegna su William Kentridge ha inaugurato Nu, il festival d’arte e comunità

La rassegna su William Kentridge ha inaugurato Nu, il festival dell’arte e della comunità. Ha preso il via martedì 29 settembre all’Arengo del Broletto, il Festival “Nu-Arts and Community” che terrà compagnia ai novaresi con video, teatro, laboratori creativi e musica fino a domenica 4 ottobre prossimo. Ed è cominciato

Della gentilezza e del coraggio

Non avevo mai pensato che gentilezza e coraggio potessero essere pensate come due facce della stessa medaglia. Nel mio immaginario ho sempre pensato che le persone gentili stessero da una parte con le loro buone maniere, la loro timidezza, il loro “savoir faire” e i coraggiosi da un’altra con i

Miss Marx

Speravo che il film di Susanna Nicchiarelli fosse qualcosa di diverso dalla copia di “Downton Abbey” di Michael Engler (che era già brutto di suo), o de “Piccole donne” di Greta Gerwig, meno brutto, ma prevedibile come la morte, con tutti i bei cigolii dei parquet, coi rumori della bacinella