Mario Grella

On the Bridge Cello Ensemble

Parlare di musica, come diceva Frank Zappa, è un po’ come “ballare di architettura”, il che significa che la musica va precipuamente ascoltata, ma per

Della gentilezza e del coraggio

Non avevo mai pensato che gentilezza e coraggio potessero essere pensate come due facce della stessa medaglia. Nel mio immaginario ho sempre pensato che le

Miss Marx

Speravo che il film di Susanna Nicchiarelli fosse qualcosa di diverso dalla copia di “Downton Abbey” di Michael Engler (che era già brutto di suo),

Atelier dell’errore, Piccola Liturgia Errante

Non vado mai a vedere nulla se non dopo aver scrupolosamente visionato programmi, letto recensioni, consultato web, libri, giornali. Ieri, stranamente non è accaduto così.

Sopravvivere alla scuola

Certo che quando il signor Cesare, bidello della scuola elementare “Giuseppe Rigutini” di Novara entrò in classe per chiedere chi di noi avesse richiesto un

Youssef Nabil, “one upon a dream”

Youssef Nabil è un fotografo egiziano contemporaneo (nato nel 1972 al Cairo), e la sua fotografia è profondamente egiziana, nonostante il suo cosmopolitismo. Direi che

Amori estivi

L’avevo adocchiata la sera prima. Non era sola, era in compagnia di altre. Il giorno dopo, facendomi strada tra calli e callette, campi e campielli, 

Carlo Benvenuto, l’originale

Pensare che nella ricerca fotografica di Carlo Benvenuto ci sia solo Giorgio Morandi è sicuramente riduttivo, anche se quando si parla di intimità degli oggetti,

Mario Grella

On the Bridge Cello Ensemble

Parlare di musica, come diceva Frank Zappa, è un po’ come “ballare di architettura”, il che significa che la musica va precipuamente ascoltata, ma per chi non avesse ascoltato ieri sera la Teatro Faraggiana di Novara l’On the Bridge Cello Ensemble, ottetto di giovani violoncellisti, proverò a parlarne, magari cominciando

La rassegna su William Kentridge ha inaugurato Nu, il festival d’arte e comunità

La rassegna su William Kentridge ha inaugurato Nu, il festival dell’arte e della comunità. Ha preso il via martedì 29 settembre all’Arengo del Broletto, il Festival “Nu-Arts and Community” che terrà compagnia ai novaresi con video, teatro, laboratori creativi e musica fino a domenica 4 ottobre prossimo. Ed è cominciato

Della gentilezza e del coraggio

Non avevo mai pensato che gentilezza e coraggio potessero essere pensate come due facce della stessa medaglia. Nel mio immaginario ho sempre pensato che le persone gentili stessero da una parte con le loro buone maniere, la loro timidezza, il loro “savoir faire” e i coraggiosi da un’altra con i

Miss Marx

Speravo che il film di Susanna Nicchiarelli fosse qualcosa di diverso dalla copia di “Downton Abbey” di Michael Engler (che era già brutto di suo), o de “Piccole donne” di Greta Gerwig, meno brutto, ma prevedibile come la morte, con tutti i bei cigolii dei parquet, coi rumori della bacinella

Atelier dell’errore, Piccola Liturgia Errante

Non vado mai a vedere nulla se non dopo aver scrupolosamente visionato programmi, letto recensioni, consultato web, libri, giornali. Ieri, stranamente non è accaduto così. Ero (prevedibilmente), molto impegnato a scuola e quindi sono arrivato in ritardo “sul pezzo”, come si usa dire. Il “pezzo” era la serata di apertura

Trisha Baga: The eye, the eye and the ear

Tutto o quasi, quello che si fa in questi mesi, lo si fa dopo una lunga pausa. E’ stato molto suggestivo vedere e ascoltare le realizzazioni di Trisha Baga “The eye, the eye and the ear” (fino al gennaio 2021), all’Hangar Pirelli Bicocca dopo il lockdown, quasi che questo tempo

Sopravvivere alla scuola

Certo che quando il signor Cesare, bidello della scuola elementare “Giuseppe Rigutini” di Novara entrò in classe per chiedere chi di noi avesse richiesto un po’ di inchiostro per il calamaio, mai avrei pensato che dopo 55 anni da quel principio d’anno scolastico del 1965, sarei stato ancora in una

Youssef Nabil, “one upon a dream”

Youssef Nabil è un fotografo egiziano contemporaneo (nato nel 1972 al Cairo), e la sua fotografia è profondamente egiziana, nonostante il suo cosmopolitismo. Direi che “vuole” essere profondamente egiziana ed elaborato con la tecnica della tenue colorazione manuale delle stampe. Le sue fotografie sono esposte in una bella mostra dal

Amori estivi

L’avevo adocchiata la sera prima. Non era sola, era in compagnia di altre. Il giorno dopo, facendomi strada tra calli e callette, campi e campielli,  sono riuscito a ritrovarla. Mi sono reso conto che vivere senza di lei sarebbe stato triste. Mi sono fatto coraggio e sono entrato nel laboratorio

Carlo Benvenuto, l’originale

Pensare che nella ricerca fotografica di Carlo Benvenuto ci sia solo Giorgio Morandi è sicuramente riduttivo, anche se quando si parla di intimità degli oggetti, dei loro equilibri, della loro essenza e, persino, della loro “anima”, il confronto che per primo viene alla mente per chi ama le arti visive