
Arabofuturs
Il “Gulf Futurism” è un concetto geografico-artistico elaborato nel 2012 da due belle menti della cultura araba (concetto forse un po’ troppo vasto) ovvero Sophia

Il “Gulf Futurism” è un concetto geografico-artistico elaborato nel 2012 da due belle menti della cultura araba (concetto forse un po’ troppo vasto) ovvero Sophia

Così come per la pasticceria, se non si ama la Sacher Torte credo sia inutile andare da Demel, allo stesso modo se non si ama

Aveva 97 anni, nel 2020 era rimasto vedovo

Saodat Ismailova è un’artista cresciuta nell’Uzbekistan post-sovietico e molto legata alla sua terra, tanto da trarre da lì tutta la materia per le sue creazioni

Come si sa la Collection Pinault, una delle più ricche ed importanti collezioni di arte contemporanea al mondo, ha da tempo trovato la sua sede

Quando nelle sale cinematografiche uscì “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi, Maura Delpero aveva solo tre anni, non so quindi se abbia potuto immaginare che

Si chiude il fine settimana di Nu Arts and Community tra danza, teatro, circo e concerti. Il sabato si inaugura con un concerto piuttosto originale

Che “Bella ciao” sia ormai un canto di protesta contro gli oppressori ed un inno alla libertà, è ormai universalmente riconosciuto. Naturalmente lo era anche

Un festival multidisciplinare, di grande raffinatezza, che ormai ha fatto breccia in città

Quando si conversa di un film, tratto da un libro, è inevitabile che qualcuno si interroghi se il film sia meglio o peggio del libro

Il “Gulf Futurism” è un concetto geografico-artistico elaborato nel 2012 da due belle menti della cultura araba (concetto forse un po’ troppo vasto) ovvero Sophia Al-Maria e Fatima Al-Qadini, delle quali riparleremo in conclusione. La mostra dell’Institut du Monde Arabe di Parigi (la cui chiusura è stata nuovamente posticipata visto

Così come per la pasticceria, se non si ama la Sacher Torte credo sia inutile andare da Demel, allo stesso modo se non si ama Sorrentino inutile andare a vedere “Parthenope”, poiché il film ripropone, diversamente coniugate, tutte le figure retoriche, tutte le visioni del mondo, tutti gli stilemi che

Aveva 97 anni, nel 2020 era rimasto vedovo

Saodat Ismailova è un’artista cresciuta nell’Uzbekistan post-sovietico e molto legata alla sua terra, tanto da trarre da lì tutta la materia per le sue creazioni artistiche. Da qualche anno a questa parte, la politica culturale del gigantesco contenitore artistico milanese, il Pirelli Hangar Bicocca, è proprio quella di prestare attenzione

Come si sa la Collection Pinault, una delle più ricche ed importanti collezioni di arte contemporanea al mondo, ha da tempo trovato la sua sede definitiva nel meraviglioso scrigno della Bourse de Commerce a Parigi, ripensata da Tadao Ando e restituita al suo splendore. La collezione, tuttavia, ha la particolarità

Quando nelle sale cinematografiche uscì “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi, Maura Delpero aveva solo tre anni, non so quindi se abbia potuto immaginare che tipo di dibattito pubblico scatenò il film (ricordo solo en passant la polemica sul “leopardo”). Fatto sta che anche “Vermiglio” rientra in quella nutrita categoria

Si chiude il fine settimana di Nu Arts and Community tra danza, teatro, circo e concerti. Il sabato si inaugura con un concerto piuttosto originale almeno nella formazione: si tratta di timpani, set di percussioni, marimba, vibrafono e trombone basso, interpreti gli studenti del Conservatorio “Cantelli” che nell’incantevole cortile di

Che “Bella ciao” sia ormai un canto di protesta contro gli oppressori ed un inno alla libertà, è ormai universalmente riconosciuto. Naturalmente lo era anche nel 2010, quando Liliana Moro lo scelse per una essenziale ma toccante installazione sonora che è stata ricostruita nella sala d’ingresso del Pac di Milano

Un festival multidisciplinare, di grande raffinatezza, che ormai ha fatto breccia in città

Quando si conversa di un film, tratto da un libro, è inevitabile che qualcuno si interroghi se il film sia meglio o peggio del libro e viceversa. Allora sgombriamo subito il campo dall’equivoco: un film è un film e un libro è un libro, quindi niente paragoni. “Limonov” (il film)