Sono stati presentati nel municipio di Arona i risultati delle analisi sulla qualità dell’aria condotte nel mese di febbraio lungo le vie principali di traffico della cittadina lacustre.
L’indagine è stata realizzata dal circolo territoriale di Legambiente, in collaborazione con il gruppo consiliare di Impronta Civica e con il coinvolgimento diretto di residenti secondo un approccio di “citizen science”. Diversi cittadini hanno infatti messo a disposizione finestre e balconi per l’installazione simultanea di campionatori passivi in 18 punti differenti della città, con l’obiettivo di ricostruire una mappatura del biossido di azoto (NO₂) nello spazio e nel tempo.
Il progetto si inserisce in una linea di ricerca avviata dal 2018 dai circoli di Legambiente Piemonte e si è svolto con il supporto tecnico e scientifico della società 4 SFERA INNOVA, attiva nei settori del monitoraggio ambientale e dell’analisi dei dati, e utilizzando strumentazioni e i laboratori dell’azienda GRADKO INTERNATIONAL.
Tra i dati rilevati spiccano quelli di via Torino e corso della Liberazione, con valori rispettivamente di 38 e 37 µg/m³, addirittura superiori alle rilevazioni di ARPA Piemonte a Novara in via Roma (34 µg/m³) e in via Verdi (29 µg/m³). La concentrazione di biossido di azoto mostra inoltre una certa variabilità in funzione della posizione e dell’intensità del traffico, con differenze significative tra le diverse aree della città (ad esempio, via Cantarana ha un valore di appena 8 µg/m³).
Resta però il fatto che le aree trafficate di Arona presentano valori di NO₂ comparabili e superiori a quelli rilevati dalle centraline ARPA in zone ad alto traffico di Novara e Borgomanero, pur trattandosi di un cittadina di provincia e in località lacustre e precollinare.
Nel commentare i risultati, Legambiente sottolinea come, pur trattandosi di una campagna di misura limitata, i dati evidenzino criticità significative per la qualità dell’aria nel centro cittadino, con rischi per la salute dei residenti uguali a quelli che corrono gli abitanti dei grandi centri urbani di pianura. «Senza voler creare allarmismi inutili è necessario innanzitutto prenderne atto, senza minimizzare. La qualità dell’aria è una situazione molto complessa che deve essere affrontata in una logica regionale di tutto il bacino della pianura padana e ogni Comune deve fare la sua parte», si legge nel commento dell’associazione ambientalista, che indica poi la necessità di adottare pratiche ad hoc per cercare di arginare il problema. Come, ad esempio, un confronto con la Comunità locale per ipotizzare pratiche urbanistiche più ampie e articolate di gestione del traffico, per mitigare gli effetti della scarsa qualità dell’aria.
«Comprendiamo l’importanza dello sviluppo turistico della città e la sua ricaduta economica e di conseguenza la necessità di creare un elevato afflusso di “turisti/clienti” con tutto ciò che ne consegue in termini di traffico e inquinamento, ma ciò non deve essere avvenire a discapito della salute e della qualità della vita dei residenti» conclude Legambiente.








