Pranzi, regali e un’auto di lusso a spese di una donna fragile: in sei a processo

E’ stimata intorno ai 250 mila euro una circonvenzione d’incapace che in tribunale viene contestata a sei persone che a vario titolo, e in periodi differenti, avrebbero sperperato i soldi di una sessantaquattrenne novarese: si sarebbero approfittati della donna con problemi di fragilità emotiva, sola, e bisognosa di aiuto nella faccende quotidiane facendosi dare soldi per assistenza, pranzi, mobili, vestiti, perfino un’auto di lusso.

Per loro – una delle imputate è l’ex dama di compagnia, poi ci sono la figlia e altri amici delle due – il pm ha chiesto la condanna a 2 anni e mezzo di reclusione ciascuno. Il legale di parte civile ha invece chiesto un risarcimento del danno pari almeno all’ammontare della cifra persa dalla donna, mentre la difesa si è spesa per ottenere l’assoluzione, dicendo che non c’è alcuna prova dell’approfittamento. Sentenza a metà novembre.

La vittima è stata sentita all’inizio del processo, con non poca fatica. Persona fragile, ansiosa, emotiva, oggi su una seria a rotelle. Ha ricostruito i due anni passati in compagnia degli imputati, anche con due trasferimenti di alcuni mesi nell’hinterland di Milano: «Pagavo io tutte le spese del residence dove mi hanno portata».

Ma i prelievi dal conto sarebbero state per le necessità più varie. La vittima ha raccontato che la portavano a fare le commissioni e anche in banca. Lei dava circa 1.500 euro alla mamma e altrettanti alla figlia, le due persone che si prendevano cura di lei. Poi sono comparsi anche gli uomini: volevano soldi, dicevano che non li avevano. E le avevano promesso di stale vicino. Poi c’erano stati bonifici dal conto, verso altri conti.

La novarese aveva dato loro la sua carta e anche le credenziali. Si accorgeva delle operazioni perché le arrivavano i messaggi sul cellulare. Alla fine avrebbe pagato anche le fedi nuziali. Conti fatti dalla polizia, alla donna sarebbe sfumato un patrimonio che si aggira attorno ai 250 mila euro.

Per evitare di essere scoperti, gli imputati avrebbero fatto scudo attorno alla vittima (uno facendole addirittura credere di essere interessato a una relazione sentimentale), cercando di isolarla dalle sue conoscenze, di non farla mai uscire da sola, e facendole cambiare i luoghi che era solita frequentare. Loro hanno respinto con forza gli addebiti.

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