Beni confiscati, sicurezza e niqab: a Trecate si accende lo scontro politico tra sindaco e Futuro Nazionale

Dai beni confiscati alla criminalità organizzata alla sicurezza nelle strade, fino alla polemica sul niqab. A Trecate il confronto politico tra la maggioranza del sindaco Raffaele Sacco e Futuro Nazionale si sviluppa su più fronti, con al centro il tema della legalità e le priorità dell’amministrazione comunale. A innescare lo scontro è stata la seduta del consiglio comunale del 29 ottobre, seguita dagli interventi della consigliera di Futuro Nazionale Rosa Criscuolo e, due giorni dopo, del referente del Comitato 336 del movimento, Alessandro Pasca.

Il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno a sostegno della campagna nazionale «Diamo linfa al bene», promossa per chiedere al Governo di destinare il 2% delle risorse del Fondo unico di giustizia al recupero e alla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. Un’iniziativa sostenuta dalla giunta e dalla maggioranza, sulla quale Futuro Nazionale ha scelto l’astensione.

«È una decisione importante, che va ben oltre l’adesione a una campagna – ha dichiarato Sacco –. La presenza della criminalità organizzata sul nostro territorio non è un’ipotesi astratta: Trecate è stata interessata dal processo Idra, che ha fatto emergere la presenza della criminalità organizzata anche nella nostra realtà. Di fronte a questa situazione abbiamo il dovere di tenere alta l’attenzione e costruire anticorpi culturali, sociali e istituzionali».

Il primo cittadino ha richiamato anche i dati del dossier 2026 di Libera, secondo cui il Piemonte si colloca al penultimo posto in Italia per capacità di riutilizzo dei beni confiscati, con il 23% dei beni destinati effettivamente riutilizzati, contro una media nazionale del 45%.

A Trecate il bene confiscato è uno, un’abitazione con box auto. L’obiettivo annunciato dall’amministrazione è trasformare l’appartamento in un centro antiviolenza. «Quando un immobile confiscato diventa un luogo di lavoro, un’impresa, un servizio o uno spazio di sostegno alle persone più fragili, il messaggio è chiaro: la criminalità non può decidere il destino di un territorio», ha aggiunto Sacco, sottolineando come il contrasto alle mafie debba passare anche attraverso la restituzione dei beni alla collettività.

Di tutt’altro tenore la posizione della capogruppo di Futuro Nazionale Rosa Criscuolo, che ha contestato le priorità dell’amministrazione, accusandola di privilegiare iniziative di carattere ideologico rispetto ai problemi quotidiani dei cittadini.

«Nell’ultima seduta di consiglio comunale sono emersi chiaramente due modi opposti di intendere l’amministrazione della nostra città: da una parte chi lavora sui problemi reali delle persone, dall’altra chi è totalmente ripiegato sulle ideologie della sinistra», ha dichiarato la consigliera.

Criscuolo ha richiamato innanzitutto le tre interrogazioni presentate in aula. La prima riguarda il progetto Rete/Invitalia, già proposto attraverso una mozione nel precedente consiglio comunale, che secondo la capogruppo offrirebbe opportunità di formazione e lavoro ai giovani senza costi per le casse comunali. La consigliera lamenta che, a oggi, l’amministrazione non abbia avviato alcuna azione concreta.

La seconda interrogazione riguarda la sicurezza e i controlli anagrafici, con particolare riferimento agli insediamenti abusivi, al sovraffollamento degli appartamenti e alle residenze fittizie. Su questo fronte Criscuolo contesta l’assenza di una strategia da parte della giunta, giudicando insufficiente il richiamo alla Consulta per la Legalità. «La sicurezza non si fa nei salotti, si fa con i controlli e la presenza reale della Polizia Locale sul territorio», ha affermato.

Il terzo tema è quello della micromobilità e della sicurezza dei pedoni. Alla luce dei nuovi obblighi riguardanti i monopattini e dei recenti investimenti sulle strisce pedonali, la consigliera ha chiesto dati e interventi per contrastare i comportamenti pericolosi e tutelare chi si muove a piedi.

È proprio sul concetto di legalità che si concentra la critica politica più dura di Futuro Nazionale. Criscuolo ha contestato sia l’adesione al Consorzio Fornara per le iniziative educative sulla Resistenza sia l’ordine del giorno sui beni confiscati, definendoli provvedimenti ideologici legati a iniziative della sinistra nazionale.

«Per le bandierine e le chiacchiere da radical chic c’è sempre tempo; per la sicurezza, il degrado e i problemi reali di Trecate c’è solo immobilismo», ha dichiarato, spiegando così la scelta dell’astensione. La capogruppo ha inoltre rivolto un attacco al presidente del consiglio comunale Carlone, contestandone alcune prese di posizione pubbliche in materia di legalità.

A distanza di due giorni, il confronto sulla sicurezza si è arricchito di un ulteriore capitolo con l’intervento del referente del Comitato 336 che ha sollevato la questione della presenza di persone con il volto coperto dal niqab nelle strade cittadine. Secondo Pasca, nelle ultime settimane sarebbero arrivate diverse segnalazioni riguardanti una o più persone che circolerebbero a Trecate con il volto completamente coperto. L’esponente di Futuro Nazionale ha quindi richiamato l’articolo 77 del regolamento di Polizia urbana, introdotto nel 2016 quando ricopriva l’incarico di assessore alla Sicurezza – senza mai elevare una contravvenzione sul tema -che prevede il divieto di circolare nei luoghi pubblici con indumenti atti a nascondere il volto e a rendere difficoltoso il riconoscimento.

«Nel 2016 abbiamo voluto con forza questa norma per garantire un principio fondamentale: la sicurezza dei trecatesi viene prima di tutto. Mostrare il proprio volto, farsi riconoscere e integrarsi nel tessuto di una comunità non sono concetti negoziabili, ma sono i pilastri della nostra civiltà», ha dichiarato Pasca.

L’ex assessore accusa l’amministrazione Sacco di non intervenire su quelle che considera violazioni del regolamento, attribuendo tale atteggiamento a ragioni di opportunità politica e a un eccesso di attenzione verso le sensibilità religiose.

«Qui a casa nostra, a Trecate, si gira a volto scoperto: chi viene qui si deve adeguare alle nostre regole e ai nostri costumi, non il contrario», ha aggiunto, chiedendo al sindaco chiarimenti sulle priorità assegnate alla Polizia Locale e sui controlli effettuati.

Le segnalazioni riferite da Pasca non risultano, al momento, accompagnate da informazioni su eventuali accertamenti o contestazioni da parte delle autorità competenti.

Il confronto tra maggioranza e Futuro Nazionale resta dunque aperto su due diverse impostazioni delle politiche per la legalità e la sicurezza: da un lato l’amministrazione Sacco rivendica l’impegno sul recupero dei beni confiscati e sulla loro destinazione sociale; dall’altro la minoranza chiede maggiore attenzione ai controlli sul territorio, alla sicurezza urbana e all’applicazione delle regole già esistenti.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore