Romeo e Giulietta nell’era degli smartphone: i detenuti del carcere di Novara sul palco del Coccia

Romeo e Giulietta non si incontrano più sotto un balcone, ma attraverso lo schermo di uno smartphone. Lui è prigioniero delle proprie fobie, lei combatte contro il proprio corpo. E il finale della tragedia più celebre di Shakespeare non è più quello che tutti conoscono. A riscriverlo, insieme agli attori di Cabiria Teatro, sono stati anche alcuni detenuti della Casa circondariale di Novara, che venerdì 30 ottobre saliranno per la prima volta sul palco del Teatro Coccia, uscendo dal carcere per prendere parte a una produzione teatrale.

Alle 21 andrà in scena Romeo e Giulietta Opera Ibrida, spettacolo con drammaturgia di Maurizio Patella, soggetto e collaborazione alla drammaturgia di Mariano Arenella. Una rilettura contemporanea del classico shakespeariano che affronta le fragilità, le paure e le contraddizioni delle relazioni nell’era digitale.

La produzione di Cabiria Teatro ha già alle spalle una ventina di repliche nei teatri italiani, ma quella novarese sarà una versione profondamente diversa. Lo spettacolo era già stato rappresentato lo scorso anno all’interno della Casa circondariale di Novara, con la partecipazione dei detenuti. Questa volta, però, saranno loro a uscire dal carcere per portare il lavoro sul palcoscenico del Coccia, davanti al pubblico cittadino. Un passaggio significativo per un progetto che li ha coinvolti non soltanto come interpreti, ma anche nella costruzione dei personaggi e nella trasformazione della storia, fino a modificarne completamente il finale.

Il loro contributo nasce da un percorso di lavoro condiviso con il cast. Ciascuno ha costruito un personaggio con una propria identità e una funzione precisa nella vicenda. La maggior parte interpreta gli unici adulti positivi dello spettacolo: figure imperfette, alle prese con difficoltà e contraddizioni, ma capaci di dimostrare onestà e passione.

Un’esperienza che porta il teatro oltre la dimensione dello spettacolo, trasformandolo in un’occasione di confronto tra il mondo carcerario e la città. Il progetto punta infatti a valorizzare il lavoro artistico come strumento di espressione personale, relazione e reinserimento sociale, offrendo ai detenuti la possibilità di partecipare attivamente a una produzione professionale.

Sul palco ci saranno Federico Antonello, Mariano Arenella, Erica Camiolo, Elena Ferrari, Gazment, Hamza, Luigi, Destiny Okunzuma, Gianluca Pittoni, Riccardo, Matteo Sangalli, Saverio, Skendi, Filippo Siano e Andrea Triaca.

Sono previste due rappresentazioni: la prima alle 10, riservata alle scuole, e la seconda alle 21, aperta al pubblico. Lo spettacolo è vietato ai minori di 14 anni.

L’iniziativa è realizzata con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte e della Fondazione Banca Popolare di Novara, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Novara, in collaborazione con la Casa circondariale, la Fondazione Teatro Coccia e Ohana ODV.

I biglietti sono disponibili QUI.

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