L’emergenza climatica continua a far sentire il proprio peso specifico sulle campagne del nostro territorio. La persistente mancanza di precipitazioni adeguate sta mettendo a dura prova le realtà produttive locali, spingendo le associazioni di categoria a sollecitare interventi istituzionali rapidi e straordinari. A farsi portavoce del disagio del comparto agricolo è Coldiretti Novara-Vco, che ha ufficialmente richiesto «l’attivazione di tutte le misure necessarie per salvaguardare le aziende del settore».
L’azione sindacale si è concretizzata attraverso una lettera specifica inviata da Coldiretti Piemonte all’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni. L’obiettivo primario della missiva è ottenere «l’immediata convocazione del Tavolo Verde regionale», un passaggio istituzionale ritenuto «fondamentale per concertare una strategia di difesa del tessuto imprenditoriale agricolo prima che la situazione diventi irreversibile».
I danni alle colture e la corsa contro il tempo per gli aiuti
A tracciare il bilancio, per ora decisamente amaro, sono il presidente di Coldiretti Novara-Vco, Fabio Tofi, e il direttore Domenico Pautasso. I vertici dell’associazione hanno fatto notare come «i danni alle produzioni dell’annata in corso siano già molto significativi. Una condizione di forte stress idrico che si riflette inevitabilmente e pesantemente sul reddito delle imprese agricole e sulla tenuta complessiva di importanti filiere produttive del novarese e del Verbano-Cusio-Ossola».
Per i rappresentanti di Coldiretti, «il Fondo AgriCat rappresenta un primo, importante tassello per attivare una rete di supporto efficace, ma non può bastare». Poiché la siccità rischia di generare ulteriori e pesanti ripercussioni, i vertici provinciali hanno sottolineato «l’urgenza di adottare ogni provvedimento possibile a tutela degli agricoltori, puntando senza mezzi termini al riconoscimento formale dello stato di calamità naturale». Il Tavolo Verde richiesto alla Regione servirà proprio a fornire agli operatori del settore indicazioni puntuali e operative su come muoversi in questa fase di profonda incertezza.
La necessità di modernizzare la rete idrica contro gli sprechi
La vertenza aperta da Coldiretti non si limita però alla sola gestione dell’emergenza attuale. Tofi e Pautasso hanno allargato lo sguardo alle cause strutturali della crisi idrica, ribadendo la necessità di «un cambio di passo nella programmazione e nella pianificazione infrastrutturale a lungo termine».
Il monito dell’associazione è chiaro: non si può continuare a operare perennemente in uno stato di emergenza. «Per tutelare il futuro dell’agricoltura locale diventa indispensabile ammodernare una rete idrica che, ad oggi, disperde una quantità inaccettabile di acqua. Solo incrementando la capacità di stoccaggio dei bacini e bloccando le falle del sistema di distribuzione sarà possibile proteggere concretamente il lavoro delle aziende dalle sempre più frequenti anomalie climatiche» hanno avvertito da Coldiretti.








