Doveva essere soprattutto la celebrazione di quarant’anni di difesa integrata nei vigneti. Ma la presentazione della Giornata della viticoltura, in programma martedì 8 settembre alle 15 all’Arengo del Broletto, si è trasformata inevitabilmente in un confronto sui danni provocati dalla violenta grandinata del 7 agosto, che ha quasi completamente distrutto i vigneti delle Colline novaresi.
A lanciare l’allarme è stata innanzitutto Confagricoltura: secondo le stime dell’associazione, il 90% dei viticoltori colpiti non potrà affrontare la vendemmia. Alla perdita pressoché totale della produzione di quest’anno si aggiunge il danno patrimoniale subito dai vigneti, con conseguenze che potrebbero ripercuotersi anche sulle prossime stagioni. Da qui la richiesta alle istituzioni locali di esercitare pressione sulla Regione Piemonte affinché vengano attivati gli strumenti necessari e sia riconosciuto lo stato di calamità.
Anche Coldiretti ha richiamato la gravità della situazione. I Comuni interessati, sollecitati dalle organizzazioni agricole, stanno raccogliendo le segnalazioni e dovranno trasmettere la documentazione entro il 4 settembre. La grandine è arrivata, peraltro, al termine di una stagione già pesantemente condizionata dalla mancanza d’acqua: anche senza il nubifragio del 7 agosto, la siccità avrebbe causato forti disagi e una riduzione della produzione.
Le aziende vitivinicole delle Colline novaresi, è stato ricordato, sono generalmente ben strutturate e hanno sviluppato una significativa capacità di esportazione, superiore a quella di altri territori piemontesi. La ridotta estensione dell’area consente inoltre un rapporto più diretto fra produttori, associazioni ed enti locali: una rete che ora dovrà essere utilizzata per sostenere concretamente le imprese colpite.
Sui possibili ristori nelle scorse settimane erano arrivate dalla Regione indicazioni contraddittorie. A provare a fare chiarezza è stato il presidente della Provincia Marco Caccia: «Per i danni provocati dalla grandinata del 7 agosto il percorso sarà quello previsto dal decreto legislativo 102 del 2004, mentre per la siccità si passa attraverso Agricat. È però difficile che per quest’ultima possa essere dichiarato lo stato di calamità».
Il decreto legislativo 102 disciplina gli interventi del Fondo di solidarietà nazionale a sostegno delle imprese agricole colpite da calamità naturali ed eventi atmosferici eccezionali. La grandine, tuttavia, rientra normalmente tra i rischi assicurabili con polizze agevolate: per consentire l’accesso agli interventi compensativi sarebbe quindi necessaria una specifica deroga da parte del Governo.
Su questo punto, interpellato da La Voce, è intervenuto il consigliere regionale del Partito democratico Domenico Rossi, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione alla giunta: «Occorre dare risposte concrete a cittadini e agricoltori del nostro territorio a fronte dei danni pesantissimi provocati prima dalla siccità e poi dal susseguirsi di eventi meteorologici estremi. Soprattutto chi ha responsabilità di governo della Regione deve dimostrare nei fatti di essere all’altezza della situazione».
«Come annunciato, dai banchi dell’opposizione abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere formalmente alla Giunta regionale se sia stata ottenuta dal Governo Meloni la deroga al decreto legislativo 102 del 2004 e se siano stati previsti fondi specifici e aggiuntivi per sostenere le imprese colpite – ha proseguito Rossi –. Mi auguro che su questo passaggio fondamentale ci sia la massima convergenza tra tutte le forze politiche, perché la crisi climatica e il sostegno all’agricoltura non hanno colore politico».
La Giornata della viticoltura è promossa dalla Convenzione vitivinicola delle Colline novaresi insieme all’Associazione nazionale Città del Vino, coinvolge i Comuni di Barengo, Boca, Bogogno, Briona, Cavaglio d’Agogna, Cressa, Fara Novarese, Ghemme, Marano Ticino, Maggiora, Mezzomerico, Romagnano Sesia, Sizzano e Suno.
A presentare l’iniziativa è stato anche il sindaco di Ghemme Mirko Barbavara: «Celebriamo quarant’anni di attività di difesa integrata nei vigneti. In questo lungo periodo il lavoro si è evoluto per rispondere alla comparsa di nuovi insetti e agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico». Barbavara ha inoltre rivolto un appello ai ristoratori e agli esercenti affinché propongano con maggiore frequenza nei locali della zona i vini delle Colline novaresi.
Stefano Vercelloni, componente della giunta esecutiva dell’Associazione nazionale Città del Vino, ha ricordato le origini del progetto: «Già alla fine degli anni Settanta promuovevamo questo tipo di attività. La difesa integrata ha consentito di ridurre il numero degli interventi con insetticidi, privilegiando prodotti più naturali e a minore impatto ambientale. La sostenibilità non è soltanto un valore morale, ma rappresenta anche un valore economico per le aziende: per questo deve essere conosciuta e diffusa».
Il convegno ripercorrerà l’evoluzione delle tecniche di protezione del vigneto, dalla lotta integrata alla difesa biologica, fino alle nuove tecnologie. Saranno inoltre presentati il vigneto sperimentale dell’Istituto agrario Bonfantini nel Comune di Briona e un approfondimento sullo Spanna, antico nome locale del Nebbiolo. La giornata si concluderà con la consegna di targhe e attestati di merito e con una degustazione di vini e prodotti tipici novaresi.
La stessa mattina potrebbe riunirsi anche il consiglio provinciale. Per l’8 settembre dovrebbe infatti essere convocata la seduta richiesta dalla consigliera Sara Paladini per discutere della situazione di emergenza provocata dalla grandinata, dei danni subiti dal territorio e delle iniziative da mettere in campo a sostegno delle aziende agricole.








